Allestire la camera oscura

Una buona parte della bellezza della fotografia su pellicola è data da tutto quanto accade dopo lo scatto, a partire dallo sviluppo del rullino fino all’ottenimento della stampa finale, plasmata secondo le proprie capacità e i propri gusti; è per questo che, per poter apprezzare appieno il mondo della fotografia chimica, ogni amatore dovrebbe avere come scopo da perseguire quello di arrivare alla gestione di tutto il processo, dall’ideazione dello scatto fino alla presentazione della stampa incorniciata. Questo dovrebbe valere sia per il bianconero (come spesso accade) che per il colore e per le positive.

Fortunatamente, oggi è possibile allestire una completa camera oscura per sviluppo e stampa con un investimento economico che è una frazione di quello che era necessario una decina d’anni fa (o poco più), grazie all’immenso bacino del materiale usato e ai negozi che offrono tutti quegli accessori utili ad un prezzo contenuto.

Ma vediamo di capire cosa serve per un allestimento iniziale, per poter poi tirare le somme di un conto economico (benchè preliminare). Per quanto riguarda dettagli e materiali dei vari procedimenti, rimando ad altri articoli in questa sezione.

La tank e le spirali

Tank per due spirali 135 o una 120/127

Tank per due spirali 135 o una 120/127

La tank è il primo elemento da prendere in considerazione quando si voglia cominciare a sviluppare da sè le proprie pellicole. Essa non è altro che il contenitore a tenuta di luce nel quale la pellicola può venire in contatto con gli agenti chimici che ne consentono lo sviluppo e il fissaggio. Esistono tank sia per le pellicole in rullo sia per le pellicole piane: le principali differenze sono nella forma (generalmente squadrata per le piane e cilindirica per i rulli) e nel meccanismo di inserimento e bloccaggio della pellicola: le pellicole piane, generalmente, vengono alloggiate in appositi telai, mentre quelle in rullo sono avvolte nelle spirali. Anche di spirali ne esistono di diversi tipi, sia a singolo formato che regolabili in altezza, così come possono avere differenti sistemi di caricamento della pellicola; generalmente, le più diffuse sono in plastica e regolabili per alloggiare negativi 126/135, 127 o 120: un setup completo dovrebbe comprendere sia queste sia le spirali dedicate per il 16mm/110. Altra variabile importante, è la quantità di spirali che una tank può contenere; si va dalla singola spirale 135 fino a otto 120: il vantaggio è quello di poter trattare contemporaneamente più pellicole uguali (cosa utile, soprattutto, negli sviluppi C41 o E6) ma a scapito di una minore maneggevolezza e di un consumo di prodotti chimici ben superiore. Il miglior compromesso, almeno all’inizio, è quello di dotarsi di una tank con spirali multiformato, in grado di contenere due pellicole 135 o un rullo 127/120.

Spirali in plastica per 120, 127, 135 e 110

Spirali in plastica per 120, 127, 135 e 110

La Changing Bag

Changing bag dimensioni medie

Changing bag dimensioni medie

Tutte le operazioni di caricamento della pellicola nella spirale e di inserimento di quest’ultima nella tank vanno effettuate al buio totale, pena la perdita del negativo; la soluzione più semplice è quella di lavorare in una camera buia ma quando ciò non è possibile molto utile è l’utilizzo di una changing bag. Si tratta di niente altro che una sacca di telo a tenuta di luce, dotata di uno o più scomparti interni, di una chiusura generalmente a cerniera e di due inserti per potervi inserire all’interno le mani: in questo modo, è possibile agire sui negativi non sviluppati anche in piena luce. Il criterio di scelta principale è essenzialmente quello delle dimensioni, in quanto la changing bag deve essere in grado di ospitare comodamente i rulli o le lastre, la tank, le spirali e accessori addizionali quali le forbici e gli estrattori di pellicola per il 135.

Il termometro

Multimetro digitale con sonda termometrica

Multimetro digitale con sonda termometrica

Il termometro è strumento indispensabile sia per le operazioni di sviluppo sia per quelle di stampa; tutti i processi chimici coinvolti avvengono a temperatura controllata e, soprattutto per quanto riguarda gli sviluppi colore, con una tolleranza ridottissima (0,5°C max). Nei procedimenti bianconero, le temperature adottabili sono diverse, ma resta la necessità di garantirne la costanza per tutta la durata del processo. I vecchi termometri da camera oscura, ormai purtroppo quasi introvabili, sono stati sostituiti da moderni strumenti digitali: l’importante è scegliere, se possibile, un termometro che riesca a leggere scarti di 0,5 °C e con una sonda a filo che possa essere facilmente inserita in bottiglie o nella tank.

Il Cronometro

Cronometro tradizionale da camera oscura

Cronometro tradizionale da camera oscura

Il timer è un altro strumento che non può mancare, indispensabile per rispettare i tempi di trattamento dei negativi o delle stampe; le criticità sono, ovviamenti, differenti a seconda del processo che si sta seguendo: per lo sviluppo colore, il mancato rispetto dei tempi anche di poco può produrre effetti indesiderati sul negativo, mentre lo sviluppo bianconero tollera meglio qualche secondo di differenza. Altri passaggi quali il fissaggio o la sbianca, sono molto più tolleranti in merito ai tempi. Ciò non toglie, in ogni caso, che è preferibile avere uno strumento che ci aiuti a lavorare con precisione. La scelta può ricadere sia sui classici strumenti a carica e a lancetta per camera oscura, molto validi anche dal punto di vista estetico, sia su più moderni cronografi digitali. Importante è ricordare, quando si utilizzi il cronometro durante una sessione di stampa, che la luce emessa deve essere o rossa o assente, in maniera da evitare ogni rischio di velatura della carta.Interessanti sono, a questo proposito, le diverse App, gratuite e non, che forniscono di cronometro e di database dei tempi di sviluppo smartphone o tablet; un nome su tutti è quello della Dev Chart.

Caraffe gradute, bottiglie, misurini, accessori vari

Caraffe, cilindri, imbuti e bottiglia a soffietto

Caraffe, cilindri, imbuti e bottiglia a soffietto

Caraffe graduate, misurini e bottiglie sono essenziali per il dosaggio, la miscelazione e lo stoccaggio dei prodotti chimici coinvolti in ogni procedimento fotografico; sono prodotti relativamente economici, soprattutto in funzione della loro durata: è facile che, a parte le bottiglie, una volta acquistati vi accompagnino per tutta la vostra vita fotografica! Per quanto riguarda caraffe, ciclindri e misurini, non ci sono particolari criteri di scelta: i prodotti di un qualunque negozio di materiale fotografico andranno più che bene. Unica accortezza, è quella di comprare un esemplare per ogni prodotto chimico che si vuole utilizzare, in modo da evitare ogni rischio di contaminazione: quindi, almeno tre, dedicati rispettivamente a rivelatore, bagno d’arresto e fissaggio. Discorso differente è da farsi per le bottiglie, in quanto sono deputate alla conservazione dei prodotti mantenendoli al riparo dalla luce e dall’ossidazione provocata dall’aria; particolarmente utili sono le bottiglie a soffietto, che possono esser compattate in funzione della quantità di liquido presente, espellendo ogni residuo d’aria e proteggendo dall’ossidazione in maniera ottimale. Da non dimenticare, le mollette per appendere e mantenere stese le pellicole: esistono diverse soluzioni in questo caso, anche le più fantasiose, l’unica cosa importante è quella di fare in modo di mantenere negativi e carta al lontano dalla polvere durante l’asciugatura.

L’Ingranditore

Due ingranditori per 6x6 e 6x7 montati nella mia camera oscura

Due ingranditori per 6×6 e 6×7 montati nella mia camera oscura

Cassetto portafiltri dell’ingranditore

L’ingranditore è lo strumento principe di tutto il processo di produzione di una fotografia analogica, e rappresenta l’elemento di maggiore importanza e sul quale bisogna prestare maggiore attenzione nella scelta al momento di allestire la propria camera oscura. Dettagli sul funzionamento e l’operatività dell’ingranditore sono oggetto di altro articolo in questa sezione, mentre in questa sede è importante ricordare che la scelta va ponderata anche in base al più grande formato di pellicola che intendiamo trattare: anche se infatti nulla vieta di avere un ingranditore dedicato per ogni formato (basta avere lo spazio), è bene puntare già su ingranditore che copra il medio formato (fino al 6×7, ma magari anche al 6×9), completo dei condensatori, demandando a un momento successivo l’acquisto dell’obiettivo dedicato. Altro fattore importante di scelta è la testa: bianconero o colore. La testa colore contiene già al suo interno i filtri e la scatola di miscelazione necessari per correggere le dominanti quando si stampa a colori, mentre la testa bianconero è concettualmente più semplice; se si opta per questa, assicurarsi che sia dotata di cassetto portafiltri, nel quale potranno essere utilizzati, con qualche difficoltà operativa anche i filtri colore (invero, piuttosto costosi) e che sarà anche l’alloggiamento per i filtri multigrade (vedi sotto) da utilizzare nella stampa bianconero. Avendo chiare queste idee, si può cercare l’ingranditore giusto, avendo cura di sincerarsi che alcuni requisiti siano soddisfatti:

  • Presenza e integrità dei condensatori per tutti i formati scelti
  • Fluidità della cremagliera di movimento testa
  • Solidità della colonna e del basamento
  • integrità del soffietto ottica
  • Presenza e integrità  del filtro rosso di sicurezza

I filtri Multigrade

Filtri multigrade Varycon e Ilford

Filtri multigrade Varycon e Ilford

Quando esistevano solo carte a gradazione fissa, per variare il contrasto di una immagine si cambiava la “gradazione” della carta: era necessario, quindi, avere sempre pacchi di carta di tutte

Pacchi di carta a gradazione fissa

le gradazioni (da 1 a 5) in modo da essere sicuri di riuscire sempre a ricreare il contrasto desiderato. Con l’introduzione della carta multigrade, le cose sono diventate più semplici (un solo pacco di carta), spostando la scelta del contrasto dalla carta all’adozione del filtro giusto. I filtri multigrade che si trovano essenzialmente in commercio oggi sono o di Ilford o di Fotokemika (i primi hanno anche gradazioni intermedie e risultano quindi più flessibili) ed esistono in diverse misure: possono essere tagliati senza danni ma è buona norma sceglierli già della misura adatta al proprio cassetto portafiltri.
In assenza del cassetto portafiltri, i filtri possono essere posizionati direttamente sotto l’obiettivo dell’ingranditore durante la fase di esposizione della carta.

Il timer per ingranditore

Timer per ingranditore a doppia scala dei tempi

Timer per ingranditore a doppia scala dei tempi

Oltre al cronometro per la gestione dei tempi di sviluppo e fissaggio, un altro utile strumento (non indispensabile ma se si può è megli averlo!) è il timer per ingranditore; ci permette di poter impostare i tempi di esposizione della carta sotto all’ingranditore con precisione ed è un valido aiuto per tutte quelle stampe che richiedono esposizioni multiple. Essenzialmente, di altro non si tratta se non di una presa di corrente a timer che viene interposta fra la sorgente elettrica e lo spinotto di alimentazione dell’ingranditore. Ne esistono moltissimi modelli, alcuni anche con scala logaritmica dei tempi (altro elemento molto utile durante la fase di provinatura) mentre su certi ingranditori di fascia alta è addirittura incluso nel corpo macchina. Non ci sono particolari accortezze nella sua scelta, eccetto l’assicurarsi che sia un prodotto per camera oscura e che, quindi, la luce che emette sia opportunamente schermata per non velare la carta. Fra gli strumenti non indispensabili è sicuramente uno di quelli che è sempre meglio avere, in quanto le semplificazioni che introduce nell’intero processo valgono da subito la spesa aggiuntiva in cui si incorre.

Bacinelle e pinze

Pinze e bacinelle

Pinze e bacinelle

La carta esposta dovrà subire una serie di bagni chimici del tutto simile a quanto avviene per le pellicole negative. Se si tratta di carta bianconero, la principale differenza è che i passaggi di sviluppo, arresto, fissaggio e lavaggio non averranno in tank ma in altrettante bacinelle separate. Le bacinelle sono generalmente di materiale plastico e reperibili nuove in negozio oppure anche sul mercato dell’usato, non essendoci particolari controindicazioni: si tratta di atrezzature che, con ogni probabilità, ci seguiranno per tutta la nostra vita fotografica. Nella scelta, è sempre bene acquistarle di almeno una misura superiore a quello che sarà il massimo formato di carta con cui abbiamo intenzione di lavorare: renderà molto più agevole tutte le operazioni. Naturalmente, si dovranno avere almeno tre bacinelle, una per ciascuno dei passaggi principali, mentre il lavaggio può essere effettuato in diverse maniere. Bacinelle aggiuntive potranno servire qualora si effettuino ulteriori trattamenti, quali ad esempio viraggi. Le pinzette servono per spostare la carta da una bacinella all’altra e possono essere relizzate in legno, metallo o plastica; sono preferibili quelle in bambù con terminali in gomma (a sx nella foto), che annullano il rischio di produrre graffi sull’emulsione e migliorano la presa. E’ buona norma prevedere pinzette separate per ogni passaggio.

Il focometro

Focometro

Focometro

Il focometro è un’utile ausilio nella fase di composizione dell’immagine sulla carta prima dell’esposizione vera e propria: consente, infatti, di mettere a fuoco l’immagine in maniera estremamente precisa in quanto il suo potere ingrandente permette di vedere, una volta appoggiatolo alla carta, la forma dei grani dell’emulsione (negativa). Le caratteristiche sono grosso modo le stesse per i vari modelli e non c’è un particolare motivo di preferenza per l’uno o l’altro. Inoltre, la disponibilità sul mercato dell’usato è generalmente buona e a prezzi contenuti. Anche questo, non è un accessorio indispensabile, in quanto con ottica alla massima apertura si riesce ugualmente a mettere a fuoco in maniera corretta ma, se lo si trova a buon prezzo vale la pena di acquistarlo.

Il marginatore

Marginatore 24x30

Marginatore 24×30

Lo scopo del marginatore è quello di incorniciare con precisione un’immagine sulla carta, lasciando i tipici bordini bianchi utili sia come complemento estetico sia per quelle fotografie che devono poi essere inserite all’interno di un passepartout. Un altro vantaggio è quello di consentire di mantenere facilmente la planeità della carta sulla base ingranditore, grazie alle lame che tengono il foglio appoggiato alla superficie lungo i bordi. E’ essenzialmente costituito da un piano orizzontale su cui sono montate due o quattro lame movibili su guide (numerate in centimetri) che andranno a costituire i quattro lati della “cornice”. Tale semplicità fa sì che il marginatore possa essere facilmente autocostruito con cartone, legno o metallo e con una spesa sicuramente inferiore rispetto all’acquisto di un esemplare commerciale.

La luce rossa

Lampadina rossa per attacco standard

Lampadina rossa per attacco standard

La sorgente di luce è essenziale in camera oscura, per poter operare

Lampada dedicata da camera oscura

Lampada dedicata da camera oscura

avendo un minimo di controllo sui propri movimenti; l’importante è che questa sorgente emetta una lunghezza d’onda che non vada ad impressionare (velare) la carta. Sui bugiardini delle carte sono riportate le indicazioni sulla tipologia e colore di filtro luce che queste possono tollerare ma, generalmente, si opta per una luce rossa, che è quella che permette il maggior grado di sicurezza. Esistoni in commercio sia lampade a chermo rosso dedicate alla camera oscura sia lampadine che possono invece essere montate su una qualunque lampada con attacco standard. E’ bene acquistare esclusivamente materiali dedicati all’uso fotografico, in quanto eventuali difetti nella filtratura si possono appurare solamente a carta ormai velata, purtroppo. Un’ultima considerazione: tutto ciò vale solo per la stampa bianconero, in quanto la stampa a colori deve essere effettuata nel buio totale; per questo motivo esistono i processori e le drum per carta.

Processori e simili

Come detto sopra, i processori e drum sono utili soprattutto per lo sviluppo della carta colore, in quanto permettono, una volta inserito il foglio, di poter lavorare alla luce normale: se ci si vuole dedicare alla stampa colore ed evitare lo sviluppo in bacinella, piuttosto laborioso se effettuato al buio completo, sono una scelta obbligata. Esistono, inoltre, anche processori dedicati per lo sviluppo delle pellicole, o anche semplici vasche termostatate nelle quali tenere le tank e le bottiglie di liquidi. La loro utilità sta nel fatto di avere la sicurezza di una temperatura sempre costante durante tutte le operazioni di trattamento della pellicola e hanno quindi la loro utilità nei trattamenti C41 ed E6, molto meno nel bianconero. Tuttavia, una semplice bacinella riempita d’acqua alla giusta temperatura è più che sufficiente a mantenere le temperature costanti durante i procedimenti critici.

Altri accessori

Rullo tergicarta

Rullo tergicarta

Altri accessori che possono far parte del nostro corredo, ma non sono da ritenersi indispensabili sono l’estrattore di pellicola, che permette di togliere la pellicola 135 dal contenitore senza doverlo aprire, oppure le pinzette tergifilm, che si utilizzano al termine del lavaggio per togliere dalla pellicola l’eccesso di acqua o di imbibente (oppure di stabilizzatore, nel caso del colore). Analogamente, per le carte si usa il rullo asciugatore. Nessuno di questi accessori è realmente indispensabile e la sua utilità si rifà ai desideri e al modo di procedere del singolo.

Quanto costa?

Veniamo, quindi, a quantificare una prima idea di investimento per dotarci di quanto necessario secondo quanto abbiamo detto sopra; la spesa totale è largamente influenzata dall’ingranditore, sia perchè è il pezzo più costoso sia perchè le quotazioni dell’usato sono sempre fluttuanti e l’occasione d’oro può sempre capitare! Rifacendoci ad una configurazione “media”, in cui si ritiene di sviluppare e stampare piccolo e medio formato, questa sotto è una prima idea di spesa:

  • Tank con due spirali multiformato……………………………….40 € (nuova)
  • Changing bag………………………………………………………….30 € (nuova)
  • Multimetro digitale…………………………………………………….20 € (nuovo)
  • Caraffe, bottiglie, cilindri…………………………………………….35 € (nuovo)
  • Cronometro……………………………………………………………. 10 € (usato)
  • Ingranditore con ottica 50 e 80mm……………………………..100 € – 250 € (usato)
  • Pinze, bacinelle 30×40, caraffe e bottiglie……………………..60 € (nuovo)
  • Timer per ingranditore……………………………………………….30 € (usato)
  • Filtri multigrade…………………………………………………………25 € (nuovo)
  • Lampadina rossa standard………………………………………….8 € (nuova)

 A questo, si devono aggiungere i prodotti chimici, le pellicole e le carte.

 

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5 commenti:

  1. valerio breda

    Sono molto soddisfatto di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho già salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

  2. Beatrice A.

    Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicuro continuero’ a seguirvi|

  3. Mauro Begni

    Complimenti, questo post ha davvero stimolato il mio interesse.

  4. Alessandro Boselli

    E’ possibile avere una descrizione dei vari tipi di tank in commercio? Grazie
    Alessandro

  5. Alessandro, a brevissimo una comparativa delle varie tank.
    Ciao

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