Belca Beltica 24×36

CENNI STORICI


Belca

La Beltica fa parte della prima serie di prodotti lanciati dalla VEB Belca-Werk, fabbrica della Germania Est che aveva rilevato parte delle linee produttive della VEB Balda-Werk; si tratta, infatti, di una versione aggiornata della precedente folding nota con il nome di Balda Baldina.

La storia del produttore è simile a quella di molti altri dell’area germanica dopo il termine della guerra (vedi Carl Zeiss), quando brevetti e competenze venivano spartiti fra i due blocchi con la creazione di società che, spesso, avevano nomi uguali o molto simili; la VEB Belca, in ogni caso, produsse fotocamere folding per circa un decennio, sia in formato 135 che in formato 120 (in particolare la Belfoca, di cui proporremo una recensione a breve) prima di essere assorbita a sua volta da un’altra società.

COME FUNZIONA

La costruzione è semplice ma ben curata, completamente in metallo rivestito e segue lo schema classico delle folding piccolo formato, predisposte per scattare in orizzontale o in verticale. L’abbondante uso di metallo influisce sul peso, rilevante per una fotocamera da tasca (419 g).

Il copri ottica si apre con la pressione dell’apposito tasto posto sulla parte alta del corpo sulla destra (dove generalmente si dovrebbe trovare il pulsante di scatto) che lo sblocca e lo porta automaticamente in posizione; un piccolo sostegno estraibile permette di appoggiare la fotocamera in verticale.

Beltica 24x36

Nella parte alta del corpo macchina trovano posto anche la rotella di riavvolgimento e il pulsante di scatto (sulla sinistra), il mirino galileiano con il disco di correzione parallasse verticale (al centro) e il contapose (sulla destra); nella parte inferiore si trovano la rotella di avanzamento, il pulsante per lo sblocco della stessa e l’attacco filettato per il treppiede.

Belca beltica 24x36

Sul dorso, è presente la scala delle distanze di messa a fuoco:

Beltica 24x36 dorso

La composizione avviene tramite il piccolo mirino ottico posto sul corpo macchina che presenta, quale particolarità, una rotella di correzione della parallasse con indice delle distanze di messa a fuoco scelte: la rotella comanda una vite che modifica l’inclinazione verticale del mirino per mantenerla allineata con l’ottica di ripresa.

Beltica 24x36 mirino

La messa a fuoco è a stima e avviene mediante rotazione del frontale dell’ottica, che quindi è fissa; una ghiera permette di scegliere i tempi di otturazione mentre la regolazione dei diaframmi avviene nella parte bassa dell’ottica, in una posizione piuttosto scomoda, mediante una piccolissima leva di selezione.

L’otturatore viene armato mediante apposita leva posta sulla parte alta del corpo ottica e non accoppiata con l’avanzamento della pellicola: ciò consente di poter effettuare esposizioni multiple a piacimento per ciascun fotogramma; l’avanzamento della pellicola viene effettuato mediante rotella sul fondello, previa pressione del pulsante che ne blocca il movimento.

Una volta terminato il rullino, il riavvolgimento della pellicola nel caricatore verrà effettuato con la rotella apposita, dopo aver sollevato dalla sua sede la rotella di avanzamento che, altrimenti, tiene bloccata la pellicola.

La lente ha la resa tipica delle ottiche tedesche dell’Est, apprezzata per il medesimo modello nella configurazione per le reflex Exacta: inciso ma con una certa morbidezza, non presenta particolari aberrazioni e si può ritenere più che appropriato per il modello di fotocamera su cui è installato; con il colore, invece, si presentano a volte delle attenuazioni delle tinte vivaci, probabilmente dovute alla qualità dei trattamenti superficiali. D’altra parte, non si sono riscontrate particolari anomali negli scatti controluce.

In definitiva, è una macchina che può fornire piacevoli momenti di svago e fornire anche risultati degni di nota; la sua presenza, a parte il peso, non è ingombrante e può stare comodamente in una tasca della giacca. Viene però un po’ penalizzata dalla lentezza esecutiva, soprattutto se si deve modificare il diaframma.

DATI TECNICI

Modello: folding 35 mm.

Formato: 24x36mm con caricatore 135.

Anno produzione: 1951

Ottica di ripresa: E. Ludwig Meritar 50 f/2,9 a tre lenti

Diaframma: da f/2,9 a f/16

Distanza messa a fuoco: 0,6 m – infinito

Otturatore: Centrale Cludor, tempi da 1″ a 1/200; posa B.

Modi d’esposizione: manuale e posa B.

Mirino: Galileiano con sistema di correzione errore di parallasse.

Autoscatto: no.

Esposizioni multiple: carica otturatore non accoppiata ad avanzamento fotogramma.

Flash: presa di sincronizzazione sul corpo ottico .

Dimensioni(chiusa): Lunghezza 127 mm; altezza 76 mm; profondità 38 mm.

Peso: 419 gr.

PRO:

Dimensioni compatte

Facilità di utilizzo

Sinchro flash con tutti i tempi

Costruzione robusta

CONTRO:

Mirino piccolo

Pulsante di scatto a sinistra

Peso rilevante


REPERIBILITA’ E PREZZI


Sul mercato dell’usato risulta generalmente più reperibile la gemella Balda Baldina, per la quale spesso si ottengono prezzi competitivi; la sensazione di generale robustezza che offrono queste macchine è una delle cause dei prezzi elevati che si trovano talvolta nei mercatini (spesso fra gli 80 e i 100 euro). Il canale giusto risulta essere ebay, soprattutto tedesco, dove i prezzi sono più consoni al reale valore della macchina attestandosi attorno ai 20-40 Euro (l’esemplare illustrato nella recensione è stato pagato 8,99 € perfettamente funzionante).

I commenti sono chiusi.