Classic Camera Black&White

 

 

Classic camera

Titolo

Classic camera – Black & White

Editore

Editrice Progresso

Cadenza

Trimestrale

Formato

 20,5×28,5

Anno fondazione

1992

Pagine

 50

Prezzo

7,90 €

“Classic Camera” è stata per anni una rivista di nicchia rivolta ai collezionisti di materiale fotografico ai quali ha sempre offerto notevoli approfondimenti e spunti di livello alto, mantenendo in pieno quelli che erano gli obbiettivi e i propositi enunciati all’inizio della propria avventura.Chi possiede qualche vecchio numero può senza dubbio confermare il livello degli articoli (e degli autori) sia a livello di approfondimento sia dal punto di vista della precisione tecnica e storica, certo indubbiamente sbilanciata verso Leitz (d’altronde, in una rivista di collezionismo tale marchio non può che farla da padrone…) ma, in ogni caso, un ottimo strumento per l’appassionato.

A venti anni dalla prima pubblicazione, nell’autunno 2012, è avvenuta una vera e propria rivoluzione: la rivista si è rinnovata nel titolo, aggiungendo la dicitura “Black & White”, nella veste grafica e, soprattutto, nei contenuti: ci troviamo ora di fronte all’unica rivista italiana che tratta estesamente argomenti inerenti la fotografia a pellicola, e di questi tempi non è poco. A partire dal numero 83, i lettori abituali hanno potuto toccare con mano il cambiamento: sono rimasti alcuni contenuti legati al mondo collezionistico, quali i resoconti dell’andamento delle aste e altri approfondimenti specifici, ma si sono aggiunte nuove prove di materiali e procedimenti, articoli su tecniche fotografiche e interviste con autori che propongono i propri lavori, il tutto completamente orientato alla fotografia in bianco e nero.

La presenza di nuovi collaboratori ha permesso anche di dare un nuovo taglio agli articoli, che sono ora meno specialistici benché attenti e centrati dal punto di vista tecnico e di contenuti; trovo particolarmente interessanti gli articoli pratici su tecniche di stampa e di camera oscura e quelli relativi alle antiche tecniche fotografiche, che dovrebbero essere da stimolo sia per il principiante sia per chi, già avvezzo a sviluppi e stampe, voglia approfondire verso nuove direzioni.I contenuti più tipici della vecchia impostazione sono, invece, generalmente riportati nella parte finale del fascicolo, sotto forma di un articolo di cinque/sei pagine relativo ai pezzi più pregiati messi all’asta nei mesi precedenti all’uscita; lo spazio è congruo, ma sarebbe forse da rendere un po’ più variegato uscendo dal rigido schema di elenco con il quale è impostato al momento.

In questi primi quattro numeri del nuovo corso, la struttura complessiva sopra descritta si è grossomodo ripetuta, facendo pensare che questo sia già l’assetto definitivo, almeno per ora: la varietà di argomenti, la loro valenza e interesse pratico nonché il buon bilanciamento trovato fra le varie tematiche, dovrebbero aver garantito una positiva accoglienza, vista anche l’unicità della rivista nel panorama editoriale italiano. Infine, per quanto riguarda il formato l’opinione non può che essere positiva, in quanto permette una agevole fruizione dei contenuti, anche di quelli fotografici che si snodano su due pagine adiacenti; la carta utilizzata per la stampa permette una buona resa delle immagini in bianconero e regge bene anche al controluce, mentre la rilegatura da impressione di solidità e maneggevolezza.

Un unico appunto: almeno per ora, lo sbilanciamento (o predilezione) verso Leitz sembra rimasto lo stesso del passato.

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