Formato 130

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Cenni storici

Il formato fu introdotto nel periodo di massima espansione del mercato amatoriale delle pellicole in rullo; per soddisfare le richieste delle sempre maggiori schiere di utenti desiderosi di cimentarsi con la fotografia, Kodak provvedeva all’immissione di nuove fotocamere che utilizzavano nuovi formati proprietari.

Nel 1916, con l’introduzione della nuova folding No. 2C Kodak,venne presentato il nuovo formato 130; la fortuna del rullo 130, in particolare nella versione Autographic A130, rimase legata alla diffusione della No. 2C Kodak e tramontò rapidamente dopo l’uscita dal mercato di questa, nel 1927. La pellicola rimase comunque in produzione fino al 1961.

Caratteristiche tecniche, fotocamere e pellicole

La pellicola è avvolta su di un rullo in legno (a volte anche in metallo) e protetta da una carta opaca; ciascun rullo permette di effettuare 10 pose di dimensioni 7,3 x 12,4. L’immagine, pertanto, si presenta di grosse dimensioni e idonea per la stampa a contatto, come spesso avveniva all’epoca.

Tuttavia, la potenziale qualità derivante dalle generose dimensioni veniva spesso mortificata dalle basse prestazioni degli obiettivi di ripresa.

La pellicola 130 o A130 venne prodotta esclusivamente in bianco e nero.

Usare il formato 130 oggi

Le maggiori difficoltà derivano dall’impossibilità del riutilizzo del rullo 120 in queste fotocamere senza adattamenti che ne impediscano movimenti casuali; esistono tuttora rulli originali 130 riavvolti con pellicola fresca ma il costo esorbitante (20 € circa) ne sconsiglia l’utilizzo.

Altra alternativa è quella di adattare la fotocamera ad accettare pellicola piana, adattando fogli 4×5 con un taglio parziale, ma resta anche questa una alternativa piuttosto antieconomica.

L’utilizzo di fotocamere 130 oggi, in definitiva, è legato fondamentalmente alla propensione e passione per il faidate dell’utente, unita alla disponibilità a sostenere spese non proprio esigue.

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