Formato Kodak Disc

Disc-Film

Cenni storici

Sulla scia del successo ottenuto dai sistemi a caricamento semplificato (126 Instamatic e 110 Pocket), Kodak volle proseguire nello sviluppo di sistemi semplici e miniaturizzati proponendo, nel 1982, il nuovo sistema Disc. Questo nuovo sistema si proponeva come successore, in particolare, del 110 e cercava di migliorarne gli elementi salienti con un nuovo tipo di cartuccia a caricamento a prova di errore e capace di produrre negativi miniaturizzati.

La non compatibilità con quanto già esistente presupponeva, ovviamente, anche un adeguamento di tutta la filiera di produzione dell’immagine, dallo sviluppo all’ingrandimento per la stampa e l’obiettivo di Kodak era, ovviamente, di imporre questo nuovo standard ai laboratori fotografici.

Dopo una partenza promettente con grandi volumi di vendita il formato non ebbe, però, il successo sperato e, dopo alterne vicende, venne definitivamente ritirato nel 1999, anche se la produzione delle fotocamere dedicate si era già interrotta diversi anni prima. I fattori che ne decretarono l’iniziale successo furono quelli immaginati da Kodak ed esposti sopra mentre ciò che in seguito scoraggiò gli utenti fu principalmente la qualità dell’immagine, dovuta al mancato adeguarsi di gran parte dei laboratori agli standard necessari per una buona riuscita delle immagini.

Caratteristiche tecniche

Il cuore del sistema è il disco di materiale sensibile, che si presenta come una pellicola rigida, dello spessore paragonabile a quello delle pellicole grande formato, di forma circolare, inserita a corona attorno ad un disco plastico forato al centro.Camera Kodak Disc 4000 with disc film

Il disco riporta stampigliati i numeri dei fotogrammi ed agisce da connessione fisica con la fotocamera; il disco contiene 15 immagini negative di dimensione 8,5 x 10 mm (o 8 x 11 mm secondo alcuni standard), paragonabile quindi a quella del negativo Minox e più piccola dello standard 110. L’avanzamento della pellicola viene effettuato tramite rotazioni di 24° del disco, fino all’ultima posa dopo la quale il sistema di avanzamento della fotocamera viene bloccato. Il disco è contenuto in una cartuccia plastica rettangolare a tenuta di luce, inseribile in un solo verso all’interno della fotocamera, sul quale sono riportate le informazioni relative alla pellicola e i codici a barre per l’identificazione automatica all’interno dei nuovi macchinari di sviluppo. Sul bordo, viene inoltre riportato un numero che indica la “generazione” dell’emulsione: il numero può variare da 1 a 8 e rappresenta altrettanti intervalli di produzione che vanno dal Febbraio 1982 al Gennaio 1998.

Al termine dello sviluppo viene restituito il disco intero con le immagini non ritagliate e le relative stampe, che richiedono, come accennato sopra, macchinari dedicati; in particolare, data la ridotta dimensione del negativo, Kodak aveva sviluppato uno specifico sistema a sei lenti per l’ingrandimento e la stampa, il quale venne però adottato da pochi laboratori visto il costo non indifferente.

Fotocamere e pellicole

Il nuovo formato portò ovviamente allo sviluppo di una nuova serie di fotocamere dedicate, di dimensioni molto ridotte e, soprattutto, sottilissime; la maggior parte di queste erano completamente automatiche, sempre nell’ottica della semplificazione, senza prevedere alcuna interazione dell’utente a parte lo scatto; l’ottica era generalmente di buona luminosità (f/2,8) con focale standard di 12,5 mm. Le prime fotocamere vennero prodotte solo da Kodak, e particolare successo ebbe il modello Disc 4000, mentre nel corso degli anni entrarono sul mercato anche altri produttori con i loro modelli di fotocamere, in particolare Fujifilm e Minolta.

Per quanto riguarda le pellicole, data la destinazione ultima del sistema, si parla esclusivamente di emulsioni negative a colori sviluppabili con processo C41 o equivalente; le principali emulsioni prodotte da Kodak furono le Kodacolor HR e VR e la Gold, mentre si segnalano emulsioni di Fujifilm e Konica. Particolare interessante è che per lungo tempo Kodak utilizzò il formato come “laboratorio” per il rilascio di emulsioni aggiornate, che venivano prodotte e testate al pubblico su Disc prima di essere rilasciate per i formati superiori.

Usare il Kodak Disc oggi

Non ci sono particolari possibilità di usare il Kodak Disc al giorno d’oggi: la pellicola è da tempo dismessa e nessun produttore ha proseguito la produzione dopo Kodak, pertanto le più recenti sono state prodotte nel 1999; non esistono nemmeno particolari possibilità di ricaricare le cassette Disc esistenti con nuova pellicola a causa del progetto piuttosto complesso.

Dato il costo irrisorio a cui si trovano queste fotocamere potrebbe, tuttavia, capitare l’occasione di scattare una delle ultime pellicole rimaste e provare a svilupparle da sè: la procedure non è complessa in quanto la cartuccia si apre facilmente a pressione e lo sviluppo, come detto, è quello standard C41. I problemi sorgerebbero, comunque, in fase di scansione/stampa e possono essere aggirati solamente con estemporanee soluzioni artigianali.

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