Found films

Una delle sorprese più piacevoli che si possono avere quando si acquista una macchina fotografica usata è quello di trovare al suo interno una pellicola esposta ma non ancora sviluppata; ovviamente, più la fotocamera è datata più la cosa diventa interessante. La mia passione per i found films è nata inizialmente curiosando su questo sito, nel quale sono riportate centinaia di foto letteralmente recuperate dall’oblio. Nel tempo mi sono imbattuto diverse volte in pellicole e ho cercato di stabilire un metodo di sviluppo che mi garantisse dei risultati affidabili in ogni situazione; generalmente, almeno per quanto riguarda il bianconero, se qualcosa sulla pellicola è stato impressionato, al termine dello sviluppo l’immagine, se pure deteriorata, si rivelerà

A seconda dell’età si possono trovare emulsioni bianconero non più prodotte (quali, ad esempio, FP3, HP3, HP4, Adox, etc) oppure pellicole a colori che andavano sviluppate con processi non più disponibili (C22, E4, oltre alle Kodachrome); se per le emulsioni dismesse si riesce a risalire a tabelle di sviluppo nelle quali riusciamo a trovare anche rivelatori ancora prodotti (per esempio e soprattutto il Rodinal), per i procedimenti colore dismessi le cose si complicano. Esistono ancora laboratori che sviluppano utilizzando vecchi processi, ad esempio Process C-22 nel Regno Unito, ma lo fanno ovviamente a caro prezzo (20 GBP per ogni pelliola); l’alternativa è quella di ingegnarsi a casa e cercare di fare uscire almeno l’immagine bianconero.

Processo colore C22

Il C22 era il processo di sviluppo delle pellicole colore in uso prima della formulazione dell’attuale C41; si tratta di una procedura standard che necessitava di uno stretto controllo della temperatura (ancor più di oggi!) e prevedeva ben dieci passaggi prima di ottenere il negativo finale. I prodotti chimici non sono più commercializzati, anche se può capitare di trovare ancora un kit in polvere (io ne ho uno, ma non lo aprirò mai, credo) con un po’ di fortuna. La strada migliore da percorrere, in questo caso, è di cercare di sviluppare l’immagine bianconero cercando di limitare l’invadenza della maschera colore. E’ importante ricordare che queste pellicole non sono compatibili con nessuno dei chimici C41. La prima pellicola C22 che mi sono trovato fra le mani, la sviluppai in Diafine, ottenendo tutte le immagini BN ma affette dalla consistente maschera colore (rossa); pensai quindi di eliminarla utilizzando la sbianca del C41 e il risultato finale fu emulsione separata e negativo completamente trasparente e bagno di sbianca da cestinare! L’incompatibilità è, ho scoperto poi, abbastanza nota e porta proprio al distacco dell’emulsione dal supporto, o meglio alla rimozione dell’argento. Ma con un secondo tentativo usando il fissaggio del C41 separato dalla sbianca, invece, ho verificato che il risultato si ottiene.

le alternative che ho intrapreso per sviluppare questi negativi sono due:

  • Sviluppo stand (1 ora a 1+100) in Rodinal, a temperatura 24° C
  • Sviluppo con ID-11 stock da 9 a 11 minuti a 20° C

Entrambe le opzioni permettono di alleviare l’invadenza della maschera colore e creano dei negativi per lo meno scansionabili. Lo sviluppo con Rodinal stand produce un negativo che si riesce anche a portare su carta ma l’immagine appare più piatta rispetto allo sviluppo con ID-11. Potenzialmente, in ogni caso, qualunque rivelatore bianconero produce un’immagine ed è mia intenzione provare al più presto, anche per uniformare gli sviluppi, con Xtol stock.

Pellicole invertibili a processo E4

Anche queste sono clienti difficili, anzitutto per l’incompatibilità con il moderno processo E6; non sono molto comuni da trovare, sicuramente meno rispetto a tutti gli altri tipi di film elencati qui ma, nel caso capitasse, bisogna essere pronti a decidere cosa si vuole fare. Scartata l’idea di procedere con l’E6, le esperienze che ho raccolto in giro parlano dello sviluppo in stand Rodinal 1+100, del procedimento Caffenol o del cross-process con chimici C41. Personalmente, per ora mi fermo qui in attesa di ulteriori esperienze.

Pellicole bianconero note o sconosciute

Se la pellicola che si ritrova è conosciuta, anche se dismessa, siamo già ad un buon punto: sarà relativamente facile trovarel’accoppiamento giusto con il rivelatore. Le pellicole che più comunemente ho trovato sono Agfapan APX, vecchie emulsioni Ilford (FP3, HP4 e Selochrome) e alcune Adox.

Come già detto, nel mio modo di procedere cerco di standardizzare per quanto possibile l’utilizzo del solo Xtol in stock; valutando la storia delle vecchie emulsioni Ilford e considerando esempi che ho trovato anche con rivelatori differenti, sono partito dai seguenti tempi di sviluppo:

  • per FP3 e FP4: 6,5 minuti
  • per HP3 e HP4: 7,5 minuti

Fino ad ora, questi tempi, magari allungati di un 10% se la pellicola appare proprio veccAPX lastrahia, hanno dato risultati che posso valutare sostanzialmente corretti, per quanto si possa valutare quando si parla di pellicole dalla dubbia conservazione ed età.

Per tutte le altre pellicole, comprese quelle non conosciute, ad oggi seguo questo procedimento: se si conoscono gli ISO/ASA di sensibilità della pellicola, partendo dal tempo relativo all’accoppiata Xtol stock/Agfapan APX di pari o più prossima sensibilità, allungo il tempo del 10-15% per ogni presunto decennio di età escluso il primo. Anche questo metodo ha fornito fino ad ora risultati consistenti.

Problemi legati al formato della pellicola

Le pellicole che più comunemente si trovano sono ovviamente in formato 135 e 120 ma non è difficile imbattersi anche in formati quali il 110, 126, 127 e 620. Generalmente, ho riscontrato che le 135 e le 110 sono quelle che soffrono meno gli anni, anche se dopo un certo periodo sul 110 la grana delle pellicole diventa veramente fastidiosa. Per le altre, il più grosso inconveniente riscontrato è la carta protettiva che tende ad aderire alla pellicola e letteralmente a staccare pezzi di emulsione dal supporto oppure (tipico nelle FP4) a lasciare impressi sul negativo numeri e simboli vari. Non c’è molto da fare, in questi casi, se non accettare il risultato così com’è.

Questo articolo è da considerarsi in costante evoluzione con l’aggiunta di immagini dai miei found films.


Found film #1: Adox formato 620

Ho trovato questa pellicola esposta e senza sigillo su una bancarella; da lontano, avevo notato subito pellicola 620 la carta protettiva rosa tipica delle Adox anni ’50 e, siccome ero alla ricerca di spolette 620 per ripristinare una box camera non ho esitato a prenderlo (alla fine l’ho avuto gratis comprando però altro). Non avevo particolari speranze dato che la pellicola non era sigillata benchè è poi saltata fuori anche la sua scatolina in cartone (con scadenza 1952) ed infatti, dopo lo sviluppo mi sono trovato una sola foto, anche se per me bellissima. Si può vedere come la carta abbia aderito e strappato via l’emulsione nella parte alta dell’immagine ma, fortunatamente, non ha lasciato nulla impresso nella parte più interessante dell’immagine. Pellicola Adox 30EN2 sviluppata in Xtol stock per 12 minuti a 20°C.


Found film #2: Kodacolor formato 110

con 110 # 3

con 110 # 2col n. 1 110

Vorrei aggiungere che le immagini di persone vengono visualizzate anche nella speranza che qualcuno possa riconoscersidare informazioni circa la  storia delle immagini o anche solo per richiederne una copia. Queste immagini provengono da una cartuccia 110 di fine 70-primi anni 80, sviluppate in C41 senza particolari attenzioni.

CONTINUA

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