Il mondo e il mio obiettivo

 

 Gisele Freund Titolo

Il mondo e il mio obiettivo

Autore

Gisèle Freund

Edizioni

Abscondita

Anno

2011

Formato

22×12,5 cm

Pagine

205

Prezzo

22,00 €

Copertina

Cartone

ISBN

9788884162755

Tutti o quasi conoscono la celebre fotografia di Matisse scattata nel 1948 o l’altrettanto famosa immagine di G.B. Shaw con la barba mozzata (eresia, per il grande drammaturgo!) del 1939. Queste due immagini sono esempi delle centinaia scattate da Gisèle Freund ai più grandi personaggi dell’arte e della letteratura del secolo scorso.

Questo libro, che rappresenta la traduzione (curata da Piera Oppezzo) dell’originale in lingua francese “Le monde et ma caméra” ci guida, con le parole della fotografa, alla scoperta dei retroscena e delle situazioni che hanno generato molte di queste famose immagini.

Il racconto prende l’avvio dal giorno della fuga in treno dalla Germania, la notte antecedente alla prima grande retata di ebrei ad opera del regime nazista, superando con arguzia l’ultimo controllo da parte di un SS non troppo zelante, con meta Parigi.

Negli anni ’30 la capitale francese fu eletta a luogo di ritrovo dell’élite letteraria e culturale europea; in particolare, molti furono gli artisti che si stabilirono a Parigi per sfuggire alla morsa dei regimi totalitari; la Freund colse l’occasione offerta dalla grande metropoli per proseguire i suoi studi universitari e coltivare il suo profondo interesse per la fotografia, all’epoca solamente un hobby.

Ci racconta la svolta fortunosa che ebbe la sua carriera, grazie ai primi azzeccati ritratti di personaggi famosi e all’ingresso negli importanti “salotti” di Sylvia Beach e, soprattutto, Adrienne Monnier; venire a contatto con i più grandi scrittori e artisti dell’epoca, poter vantare nel proprio portfolio ritratti di gente del calibro di Malraux, Gide, Joyce, Sartre e molti altri, le aprì le porte per importanti collaborazioni spingendola a trasformare la fotografia in una professione, che la porterà ad essere richiesta anche da personalità residenti fuori dalla Francia (il già citato Shaw, ma anche H.G. Wells e Virginia Woolf).

Accanto a questo lungo elenco di ritratti, per molti dei quali la Freund ci fornisce anche gustosi aneddoti, continua il racconto di una vita passata fotografando, con i servizi per “Time”, i viaggi in Argentina, Terra del Fuoco (questo molto rocambolesco), Messico, le foto ad Evita Peron.

Il libro è estremamente piacevole, le pagine scorrono con rapidità ed invogliano ad una lettura in completo relax, aiutata anche dall’impostazione leggermente ironica, in particolare quando pone l’accento su manie e vezzi dei grandi personaggi (vedasi in particolare le pagine su Joyce e su Shaw).

Il testo è corredato da diverse fotografie, tutte in bianco e nero eccetto la foto a colori in copertina, un’immagine a cui la Freund fu particolarmente legata e che ritrae il tavolo di Virginia Woolf.

E’ un libro assolutamente da consigliare, per chi già conosce la fotografa e potrà scoprire alcuni particolari della sua vita da lei stessa raccontati e per chi è intenzionato a scoprire una nuova artista. La stampa curata e la carta spessa e piacevole al tatto ne fanno un volume adatto ad essere conservato in biblioteca ma anche ad essere preso in mano più e più volte.

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