Kodak Bantam 4,5

CENNI STORICI

La linea di fotocamere Kodak Bantam ha accompagnato la commercializzazione del formato 828 da parte della casa americana, tipo di pellicola per il quale le fotocamere di questa famiglia sono state per lungo tempo tempo le uniche dedicate e, comunque, le uniche con un discreto successo commerciale. Kodak intodusse entrambi nel 1935 con lo scopo di produrre una nuova linea di modelli estremamenti compatti mettendo insieme i pregi dimensionali della pellicola 35mm e le misure minime delle fotocamere di tipo folding.

I primi due modelli di macchina introdotti (tutte le fotocamere della famiglia saranno sempre chiamate Bantam con suffissi vari) furono la “12,5” e la “6,3”, numeri che indicavano le massime aperture delle semplici ottiche a doppia lente che montavano.

Pochi anni dopo, dal 1938, si assistette al picco di popolarità del formato e delle relative apparechiature con l’introduzione di diversi modelli, anche in versione speciale, tra cui la 4,5 oggetto di questo articolo: vennero introdotte migliorie nei materiali con un maggiore utilizzo di metalli, nella qualità delle ottiche e nella capacità degli otturatori, che sui primi modelli spesso erano dotati di una sola velocità.

Passato il periodo di massimo splendore, la produzione delle folding è stata interrotta (mentre quella del formato è continuata per diversi decenni fino a tempi recenti) e solo un paio di modelli con corpo rigido vennero commercializzati negli anni ’50 e ’60. Per anni, comunque, le Bantam sono rimaste una linea di fotocamere imbattibili dal punto di vista della compattezza e della praticità ed il vero fattore limitante è stata probabilmente la ridotta capacità di fotogrammi per rullo 828, che costringeva il fotografo a portare con sè una discreta scorta di pellicole anche per una semplice gita domenicale.

 COME FUNZIONA

Vista della calotta superiore

Vista della calotta superiore

La Kodak Bantam 4,5 è come tutte le folding concettualmente molto semplice nel suo funzionamento e non presenta alcuna difficoltà operativa anche per l’utente più inesperto; I comandi sono distribuiti fra la calotta superiore e la piastra ottica frontale.

La prima operazione da effettuare è il caricamento della pellicola: benchè si utilizzi pellicola 35mm, il formato 828 è in rullo ed il caricamento seguirà quindi le consuetudini applicate per le fotocamere con pellicola 120 e 127; il dorso della fotocamera si apre mediante serratura metallica posta sul lato sinistro (con ottica rivolta verso di sè) seguendo l’indicazione “Open” o “Lock”. Una volta aperto il dorso, nel vano di destra andrà a porsi il rullo da impressionare, mentre nel vano sinistro viene alloggiato il rocchetto ricevente; per cominciare l’avvolgimento della pellicola sarà necessario agire sulla leva di blocco della manopola, prima di poterla ruotare; posizionata la pellicola e richiusa la fotocamera, si avanzerà la pellicola fino al comparire del primo numero di fotogramma nella finestrella rossa al centro del dorso. Nella parte alta sinistra del dorso è presente un bottone metallico che va tenuto premuto per poter azionare il nottolino di avvolgimento che altrimenti risulterebbe bloccato a protezione contro eventuali avanzamenti indesiderati.

Il dorso aperto della Kodak Bantam 4,5

Il dorso aperto della Kodak Bantam 4,5

La fotocamera a dorso chiuso, si noti il pulsante di sblocco del nottolino

La fotocamera a dorso chiuso, si noti il pulsante di sblocco del nottolino

Premendo sul pulsante posto sulla calotta superiore in prossimità della manopola di avanzamento avviene lo sblocco della piastra ottica, che si posiziona automaticamente senza bisogno di ulteriori azioni; nella parte frontale della piastra sono presenti, concentricamente all’ottica, le leve di comando dei diaframmi (da f/4,5 a f/16) e dei tempi (da 1/25 a 1/200 sec oltre alle pose B e T), mentre la messa a fuoco a stima si effettua agendo direttamente sul corpo dell’ottica: la distanza minima di messa a fuoco stampigliata sull’ottica è pari a 1,2 m, ma la ghiera ha un’ulteriore escursione che porta fino a circa 1 m.

L'ottica e le leve di controllo tempi e diaframmi

L’ottica e le leve di controllo tempi e diaframmi

Una volta selezionati tempi e diaframmi e impostata la messa a fuoco si arma l’otturatore mediante l’apposita leva posta sulla parte interna della pisatra, appena sopra all’attacco del soffietto e si può quindi passare a comporre l’immagine mediante il mirino galileiano a scomparsa posto sulla calotta; di questo elemento, si può dire che risulta estremamente preciso nel campo inquadrato. L’otturatore, infine, è azionato mediante l’apposito pulsante posto sulla parte destra della calotta superiore.

Fatta un po’ di pratica con le operazioni sopra descritte e con la posizione dei comandi, la Kodak Bantam 4,5 risulta molto semplice e rapida da utilizzare, soprattutto se si può lavorare a diaframmi chiusi avvantaggiandosi della profondità di campo disponibile; con le pellicole moderne ad alta sensibilità chiudere il diaframma è quasi d’obbligodata la ridotta scelta di tempi di scatto, con il minimo disponibile di soli 1/200 sec. E’ questa la pecca più grossa della fotocamera assieme all’assenza delle prese filettate per trepiede e scatto remoto, che limitano invece l’utilizzo con lunghe pose; parzialmente in soccorso in questo caso vengono la presenza della posa T e di un  piccolo piedino estraibile posizionato nella parte bassa della piastra ottica, che permette di dare stabilità alla fotocamera.

In sostanza, questa bella folding si prefigura più come una macchina per scatti rapidi in strada dove la buona incisività dell’ottica trova la sua migliore applicazione, come anche l’incredibile compattezza dell’apparecchio: a tal proposito, le immagini sotto presentano un confronto con uno dei modelli di riferimento per la moderna miniaturizzazione nel formato 135 e sono decisamente eloquenti riguardo alle qualità dimensionali della Bantam:

Confronto dimensionale con la Minox 35

Confronto dimensionale con la Minox 35

Confronto dimensionale con la Minox 35 (dall'alto)

Confronto dimensionale con la Minox 35 (dall’alto)

Un altro limite potrebbe essere, ma è comunque una valutazione soggettiva, il ridotto numero di pose (8 o 10) disponibili per un rullo 828; al riguardo della pellicola, anche se i rulli 828 nativi sono ormai decisamente difficili da reperire, non è per nulla impegantivo ricaricare da sè un rocchetto e dare nuova vita a queste belle fotocamere.

DATI TECNICI

Modello: Folding con mirino galileiano

Formato: 28x40mm su pellicola 828

Ottica: Kodak Anastigmat Special 47 / f 4,5

Otturatore: centrale, tempi da 1/25 a 1/200 sec, posa B, posa T

Modi d’esposizione: manuale

Mirino: galileiano

Autoscatto: no

Flash:  no

Dimensioni: Lunghezza 114 mm; altezza 62 mm; profondità 43 (74) mm.

Peso: 341 gr.

PRO:

Design

Compattezza

Solidità costruttiva

Qualità ottica

Posa B e T

CONTRO:

Ridotto numero di fotogrammi

Tempi di scatto limitati

Nessun attacco per cavalletto

Assenza presa flash

REPERIBILITA’ E PREZZI

Non è difficile imbattersi in uno dei modelli Bantam nei comuni canali di compravendita dell’usato, anche se le fotocamere più presenti sono quelle più semplici, molto limitate nell’uso, oppure i modelli con carrozzeria Art-deco, che purtroppo raggiungono molto spesso quotazioni ingiustificate; il miglior compromesso è rappresentato dall Bantam 4,5 appunto e dalla Bantam Flash, che generalmente con un po’ di pazienza possono essere acquistate a cifre fra i 20 e 30 euro, un ottimo affare per quello che rendono.

I commenti sono chiusi.