Lumen prints

Le antiche tecniche più semplici sono quelle che coinvolgono la stampa a contatto, dove la luce esterna è utilizzata al posto dell’ingranditore: in un epoca in cui le apparecchiature da ingrandimento ancora non esistevano questa era la procedura abituale; e prima ancora che nascesse l’idea del negativo grazie a Henry Fox Talbot con il suo processo calotipico, erano in gran voga le stampe delle ombre di semplici oggetti posti sulla carta sensibile.

Anche oggi possiamo sbizzarrirci con questa tecnica, che non richiede alcuna conoscenza particolare e, anche dal punto di vista dei materiali, ha requisiti veramente minimi; approfittando delle giornate di sole che ormai dovrebbero abbondare e avendo, magari, della vecchia carta scaduta di cui non si sa bene cosa fare, ci si può divertire non poco creando qualche stampa “solare”. I materiali che servono sono decisamente pochi:

L'occorrente per le lumen prints

L’occorrente per le lumen prints

  • Carta fotografica (RC o FB, anche se la baritata è consigliabile per il maggiore assorbimento)
  • Fissaggio per carta
  • Una bacinella per il fissaggio
  • Una cornice con vetro
  • Nastro adesivo tipo carta

La parte più importante è, ovviamente, la composizione: come detto qualunque oggetto appoggiato sulla carta produrrà un’ombra che rimarrà impressa dopo l’esposizione alla luce e i risultati migliori si ottengono con materiali semitrasparenti che lascino intravedere delle trame; gli oggetti più comuni sono sicuramente foglie e fiori e così proviamo ad andare nello spazio verde più vicino e raccogliamo quelle che ci paiono le forme più interessanti per poi posizionarle sulla carta secondo la nostra fantasia. L carta andrà prima fissata con il nastro adesivo alla base della cornice, dopo aver totlo il vetro.

La carta fissata alla base della cornice

La carta fissata alla base della cornice

Una semplice composizione di foglie

Una semplice composizione di foglie

Dopo aver disposto i materiali sulla carta e scelta la propria composizione, si riposiziona il vetro sulla cornice, bloccando in questo modo il tutto per evitare movimenti imprevisti; la cornice così preparata viene poi posta alla luce solare diretta.

Le stampe esposte al sole

Le stampe esposte al sole

Qui entrano in gioco una serie di fattori piuttosto variabili, dovuti alle condizioni di illuminazione e alle caratteristiche stesse degli oggetti che abbiamo utilizzato. La luce solare ha un effetto proporzionale al tempo di esposizione e questo effetto è a sua volta influenzato dal periodo dell’anno nonchè dalla posizione geografica: possiamo dire che al momento (Giugno), per una esposizione nelle ore di metà mattina in Nord Italia sono state necessarie 1,5 ore per ottenere le stampe finali qui illustrate. Nelle ore centrali della giornata il tempo si ridurrà di conseguenza, così come con l’avanzare della bella stagione; secondo elemento da considerare è quello della presenza di nuvole e foschia, che influenza il risultato in termini di contrasto delle stampe: per analogia con la camera oscura, il sole diretto avrà il medesimo comportamento di un ingranditore a condensatori, con contrasti più marcati, mentre la presenza di nuvole lo renderà più simile ad un ingranditore a luce diffusa, garantendo una migliore distribuzione dei toni.

Formazione di condensa per evaporazione

Formazione di condensa per evaporazione

In aggiunta, un ruolo importante lo gioca anche lo spessore delle foglie e la loro stagionatura: foglie fresche e spesse riducono il passaggio della luce e richiedono tempi superiori di esposizione a parità di condizioni esterne, rispetto a foglie sottili e più secche. Da non sottovalutare anche la formazione di condensa provocata dall’evaporazione dell’acqua contenuta nelle foglie e nei fiori, che provocherà un effetto di mescolamento sulla stampa difficilmente controllabile.

Ad aggiungere ulteriore variabilità, anche il tipo di carta utilizzato avrà una sua influenza, in questo caso sul tono generale della stampa: per rendersi conto di quale tonalità assumerà la stampa è sufficiente esporre al sole per qualche minuto un foglio della carta scelta e verificare quale colorazione assume. In conclusione, diverse sperimentazioni sono necessarie per capire come arrivare al risultato voluto, ma qui sicuramente sta anche il bello di una tecnica di questo tipo, che può anche regalare delle stampe di impatto e grande qualità; un controllo dell’annerimento si può effettuare spostando leggermente gli oggetti ma avendo cura di riposizionarli esattamente (oppure anche no…)

In ogni caso, al termine dell’esposizione si dovranno rimuovere gli oggetti da sopra alla carta e procedere al fissaggio e conseguente lavaggio secondo gli schemi abituali di camera oscura per il tipo di carta, dopodichè la stampa lumen sarà pronta.

Lumen print Lumen print
Lume print Lumen print

Nonostante la sua semplicità, questa tecnica può diventare una vera e propria forma d’arte: basti vedere, per esempio, le immagini di artisti che vi si dedicano quali Barbara Dombach e Ky Lewis, che oltre alla carta utilizza anche la pellicola come supporto.

Questo articolo fa parte dell’archivio del sito-community COLLODIO.IT, attualmente in fase di costruzione e sarà quindi ospitato anche su quelle pagine.

Un commento:

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