Minolta 16 II

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CENNI STORICI

La storia dell’impegno di Minolta nel mercato 16 mm comincia all’inizio degli anni ’50, quando la compagnia acquisisce la piccola società Konan, la quale da qualche anno produceva una fotocamera ultracompatta con pellicola 16 mm, chiamata Mica Automat . A seguito dell’acquisizione, tale fotocamera continuò ad essere prodotta in prima battuta mantenendo il marchio originale per poi essere commercializzata come Minolta.

Da questo progetto, gli ingegneri Minolta presero lo spunto per iniziare lo sviluppo di una nuova linea di fotocamere  con pellicola 16 mm, che debuttò con la 16 Automat, la quale era semplicemente il vecchio modello Konan con alcune migliorie marginali; questa fu seguita dalla prima Minolta 16: le forme sono più arrotondate, vengono introdotte le guide per l’inserimento dei filtri di fronte alla lente e vengono proposte sette diverse varianti di colore.

Nel 1960 appare il modello 16 II, il modello più completo e di maggior successo della gamma;vengono migliorate sia l’ottica che l’otturatore e la fotocamera viene venduta in un set completo di pellicola BN e colore, mascherina per ingranditore, custodia in pelle con filtri e spirale per lo sviluppo della pellicola. La fotocamera fu un grande successo e fu la prima a imporre Minolta come marchio globale in termini di pezzi venduti.

La Minolta 16 II è dotata della nuova lente Rokkor 22/2,8 e di un otturatore a ghigliottina con tempi da 1/30 sec fino a 1/500 sec più la posa B; è costruita interamente in metallo eccetto che per i rivestimenti dell’alloggio pellicola ed è stata distribuita in sei colori differenti, anche se quello più diffuso e quasi unicamente presente in Europa è il grigio argento.

A questo modello fecero seguito altri, in cui vennero via via introdotti automatismi di esposizione o semplificazioni ottiche, ma nessun modello successivo ebbe lo stesso successo della 16 II.

COME FUNZIONA

La forma è quella classica che richiama le spy-cameras in voga negli anni ’60 e ’70, quella di un piccolo parallelepipedo metallico che può essere facilmente scambiato per un accendino.IMG_1547

Per caricare l’otturatore è necessario “aprire” la fotocamera facendo scorrere il guscio superiore; in questo modo si liberano il pulsante di scatto, posto sulla parte superiore, e l’ottica, che è posizionata dietro all’otturatore a ghigliottina. Un pallino blu sulla superficie dell’otturatore indica che questo è armato e la fotocamera è pronta a scattare, mentre dopo lo scatto la superficie si presenta libera.

Questa particolare costruzione fa sì che non sia possibile effettuare doppie esposizioni con questa fotocamera; per ricaricare l’otturatore e passare allo scatto successivo, bisogna chiudere e riaprire la fotocamera: sul fondo è presente un contapose a scalare che indica quanti fotogrammi possono ancora essere impressionati sulla pellicola.

La fotocamera è completamente manuale e non presenta alcun esposimetro; si dovrà, pertanto, utilizzarne uno estero oppure applicare la regola del 16. I tempi e i diaframmi si regolano tramite due rotelle poste sul fianco destro della fotocamera, facendo allineare il punto rosso presente sulla zigrinatura con i valori incisi sulla scocca della macchina.

I tempi selezionabili vanno da 1/30 sec a 1/500 sec con invrementi di uno stop, più la posa B; le aperture di diaframma, invece, vanno da f/2,8 a f/16, anche qui con incrementi di uno stop; non sono presenti, nè per i tempi nè per le aperture, valori intermedi.

La pellicola è inserita in cartucce di tipo proprietario, predisposte per essere ricaricate con pellicola 16mm; in origine, venivano vendute, a marchio Minolta, con pellicola Tri-X BN o pellicola colore Minolta (probabilmente, Kodacolor anche questa); la cartuccia contiene pellicola sufficiente per impressionare 20 fotogrammi 10×14 mm.

Per posizionarla è necessario separare il guscio dal resto del corpo; questa operazione si effettua separando le due parti come nel momento in cui si carica l’otturatore e, al blocco, spingere il piccolo pulsante che si trova sul fondo del guscio: in questo modo quest’ultimo può proseguire la sua corsa e separarsi dal resto del corpo.

Minolta 16 II aperta

A fotocamera disassemblata, vista sullo sportello di alloggio pellicola

Minolta 16 II aperta

A fotocamera disassemblata, si nota la slitta di riarmo dell’otturatore

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella parte inferiore del corpo saranno visibili la slitta in metallo che guida l’apertura e chiusura e del guscio (e che, nella parte sottostante, è collegata al meccanismo di riarmo a socrrimento dell’otturatore a ghigliottina) e la rotella del contapose che, a pellicola nuova, si posiziona su E per poi iniziare il conteggio a rovescia partendo dal numero 20; nella parte superiore restano visibili il pulsante di scatto e l’antina del vano portapellicola.

Aprendo lo sportello, si può procedere a posizionare la cartuccia di pelicola all’interno del vano: l’operazione è molto semplice, in quanto la sagomatura permette di inserire la cartuccia solo nella maniera corretta, concetto che sarò poi ripreso da Kodak al momento del lancio dei formati 126 Instamatic e 110 Pocket Instamatic.

Cassetta Minolta 16

Una cassetta aperta e pronta per la ricarica

La cartuccia, come detto, può essere ricaricata più volte, operazione molto semplice e rapida in quanto, oltretutto, la pellicola non è dotata di alcuna backing paper protettiva ma viene semplicemente inserita arrotolata all’interno dell’alloggio e fissata con una punta di nastro adesivo al rocchetto di trascinamento posizionato all’interno del secondo serbatoio

della cartuccia. Sul sito è presente un tutorial per la ricarica della pellicola 110 che include anche le operazioni necessarie per la ricarica della cartuccia Minolta 16. Una volta posizionata la cartuccia, si chiude l’anta dell’alloggio e si può procedere a riassemblare la fotocamera.

Un’ultima nota sull’utilizzo riguarda la possibilità di utilizzare filtri o lenti aggiuntive che devono essere posizionati di fronte all’ottica di ripresa;Minolta 16 II Rokkor la scocca della fotocamera è, infatti, sagomata per consentire il facile inserimento a pressione di tali aggiuntivi (vedi foto a lato). Alcuni di questi venivano forniti direttamente assieme alla fotocamera, mentre altri potevano essere acquistati a parte. Uno in particolare, parte del bundle, merita menzione ed è una lente di correzione che permette di avere un focus all’infinito perfetto a tutte le aperture, risolvendo un problema che affligge tutte le fotocamere di queste dimensioni, che si traduce in immagini poco nitide all’infinito se scattate a grande apertura.

DATI TECNICI

Modello: Fotocamera ultracompatta (spy-camera).

Formato:10 x 14 mm su pellicola 16mm.

Ottica di ripresa: Minolta  Rokkor 22 f/2,8 a quattro lenti

Baionetta: attacco push-on per filtri

Diaframma: da f/2,8 a f/16

Otturatore: a ghigliottina, Minolta, tempi da 1/30 a 1/500; posa B.

Modi d’esposizione: manuale e posa B.

Mirino: galileiano con lente aggiuntiva di messa a fuoco.

Autoscatto: no.

Esposizioni multiple: no.

Flash: presa di sincronizzazione sul corpo macchina.

Dimensioni(chiusa): Lunghezza 80 mm; altezza 23 mm; profondità 40 mm.

Peso: 146 gr.

ACCESSORI

Il parco accessori è abbastanza ampio e dovuto soprattutto alla particolarità del formato
; i principali optional che meritano menzione sono:

  • Filtri colorati aggiuntivi per ottica di ripresa

  • Staffa per connessione a flash e impugnatura

  • Ingranditore fotografico dedicato

  • Spirale 16mm per lo sviluppo

  • Dia-proiettore dedicato

PRO:

Tascabilità assoluta;

Facilità di utilizzo;

Totalmente manuale;

Sinchro flash con tutti i tempi;

Costruzione robusta in metallo;

Facilità di riparazione.

CONTRO:

Cartuccia da ricaricare manualmente;

Poca nitidezza a f/2,8.

REPERIBILITA’ E PREZZI

Sul mercato dell’usato si trovano tutti i modelli di Minolta 16, soprattutto quelli parzialmente automatici o semplificati come le MG, P, EE; il modello 16 II è abbastanza comune in Nord Europa e Germania ma si trova anche in Italia con prezzi che oscillano fra i 30 e i 100 euro, a seconda delle condizioni e della dotazione presente assieme alla fotocamera. Anche sui siti di aste online è abbastanza comune. Il modello 16 II resta sempre quello preferibilie data la sua totale meccanicità, la qualità della lente e il set di velocità di scatto disponibili.

Volendo azzardare un valore medio “giusto” per questa fotocamera, direi 60-65 euro completa di custodia e lente correzione all’infinito (generalmente è inserita nella custodia).

 

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