Minolta PROD 20s

 

CENNI STORICI

Negli ultimi anni hanno fatto scalpore le operazioni di recupero di forme e design retro adattati a moderne fotocamere digitali, a partire dall’introduzione della nuova Olympus PEN e, soprattutto, con il lancio della Fujifilm X100: un chiaro messaggio su come l’ergonomia e lo stile delle vecchie fotocamere a pellicola del passato erano e rimangono una scelta vincente. Non tutti sanno, però, che tale operazione era già stata effettuata alla fine degli anni ’80 da Minolta, all’epoca una delle industrie fotografiche più avanzate in termini di contenuti tecnologici (si deve a Minolta, fra le altre cose, l’introduzione del primo autofocus in un corpo macchina reflex) e di ricerca innovativa.

Quanto fatto all’epoca con la PROD 20’s è totalmente analogo alle odierne operazioni di Olympus, Fujifilm ed altri: introdurre tecnologie avanzate in un corpo macchina che richiamasse un’epoca precedente della fotografia; in questo caso, si tratta di utilizzare le migliori tecnologie disponibili all’epoca in materia di autofocus e di automatismi di esposizione in un corpo che richiama le fattezze di macchine degli anni venti e trenta, pur se attualizzati nei materiali.

La fotocamera venne introdotta nel 1990 in edizione limitata di soli 20.000 esemplari numerati, principalmente destinati al solo mercato giapponese, anche se alcune importazioni minori avvennero anche negli Stati Uniti e in Europa; l’intero package rappresentava un’operazione di recupero di design, in quanto le scatole, di raffinato cartone, richiamavano immediatamente le confezioni delle fotocamere a telemetro pre-belliche. Il pacchetto comprendeva un tappo ottica in metallo, il manuale di istruzioni (anche questo con chiaro richiamo grafico all’epoca passata) e una sacca morbida per il trasporto della fotocamera.

COME FUNZIONA

Vista frontale della fotocamera

Vista frontale della fotocamera

La fotocamera è costruita in metallo cromato e plastica marrone, e rivestita di similpelle del medesimo colore; l’aspetto generale è quello di una fotocamera a telemetro con ottica fissa e le linee pulite ricordano anche alcuni modelli Leica. Come detto, il funzionamento della fotocamera è completamente automatico, in quanto i contenuti tecnologici sono i medesimi delle fotocamere compatte AF di produzione Minolta dei primi anni ’90. A disposizione dell’utilizzatore abbiamo, sostanzialmente, due soli comandi: il pulsante di scatto, posto sul carter superiore assieme all’oblò del contapose, e la leva dell’autoscatto, posta a sinistra dell’obiettivo: un led a funzionamento lampeggiante indica l’attivazione del ritardo di circa 10 secondi. Coassialmente al pulsante di scatto è presente la ghiera di spegnimento della fotocamera (in posizione L per Locked).

 La pellicola viene inserita mediante lo sportello sul retro e non c’è nessun nottolino di avvolgimento in

Vista dello sportello pellicola

Vista dello sportello pellicola

quanto il caricamento avviene in maniera automatica una volta chiuso il dorso, così come il riavvolgimento della pellicola esposta, che inizia automaticamente al termine delle pose o, comunque, non oltre il 36esimo fotogramma. La sensibilità della pellicola viene selezionata automaticamente mediante lettura del codice DX e, in assenza di questo, viene di default impostata a 100 ISO. Le specifiche della macchina affermano che l’impostazione della sensibilità copre da 100 a 1000 ISO per pellicole negative e da 100 a 400 ISO per pellicole invertibili.

Sul fondello è presente uno switch per lo sblocco del vano batterie, a cui si accede rimuovendo l’intero fondello (così come avveniva nelle vecchie telemetro a vite per inserire la pellicola); la batteria (di cui fortunatamente esiste una versione ricaricabile) è elemento critico, in quanto la fotocamera non funziona senza alimentazione elettrica.

Vista del carter superiore con pulsante di scatto e contapose

Vista del carter superiore con pulsante di scatto e contapose

Il funzionamento, in conclusione, è completamente “point&shoot”, in quanto all’utente è demandato solo il compito di comporre l’inquadratura; per facilitare questo, all’interno del mirino (molto ampio e ben luminoso) sono presenti le guide del fotogramma e l’indicazione della zona di misurazione dell’autofocus (la distanza minima di messa a fuoco è 0,9 m), utile quando si voglia lavorare in AE-Lock mediante pressione intermedia del pulsante di scatto. Anche l’inserimento del flash è completamente automatico e non bypassabile dall’utente, in quanto regolato esclusivamente dal circuito esposimetrico a misurazione con media pesata al centro, la cui finestrella si trova nel frontale proprio all’interno della corona del flash; questo può rappresentare un limite per l’utilizzo creativo della macchina in condizioni di scarsa luminosità. La sua entrata in funzione è segnalata da un led lampeggiante all’interno del mirino, che ne segnala il caricamento. Il flash ha una portata di 3,3 m a ISO 100 e 6,6 m a ISO 400, mentre la lettura dell’esposimetro va da EV 9 a EV 16,2 a 100 ISO.

La PROD è infatti più indicata per le esposizioni in piena luce, nelle quali la sua ottica riesce a produrre particolare incisività e rappresenta sicuramente, assieme al design, l’elemento di maggior pregio e interesse della macchina; di chiara derivazione dalle lenti Rokkor che equipaggiavano le fotocamere della linea HI-Matic, è da molti paragonata a ottiche di pregio quali lo Zeiss Orthometar 35/4,5. Si tratta, in ogni caso, di uno schema Tessar, pertanto un’ottica che può garantire scatti di qualità. La focale, insieme al rapido funzionamento, ne fanno una fotocamera molto indicata per la fotografia street diurna.

 

DATI TECNICI

Modello: Compatta autofocus 35mm.

Formato: 24×36 su pellicola 135.

Ottica di ripresa: Minolta 35/4,5

Otturatore: su piano focale, a iride.

Modi d’esposizione: automatica.

Mirino: Galileiano con frame.

Autoscatto: sì, 10 secondi.

Esposizioni multiple: no.

Flash: Flash automatico integrato.

Dimensioni: Lunghezza 141,5 mm; altezza 73 mm; profondità 39 mm.

Peso: 390 gr.

Alimentazione: 1 pila DL223A / CRP2P o equivalente (6 V).

PRO:

Design accattivante;

robustezza e affidabilità;

rapidità operativa;

prestazioni dell’autofocus;

mirino luminoso.

CONTRO:

totalmente automatica;

nessun funzionamento meccanico;

flash non disinseribile;

elevata valutazione, dovuta alla rarità.

REPERIBILITA’ E PREZZI

La macchina non è ovviamente facile da reperire, per lo meno secondo i canoni comuni delle fotocamere equivalenti e i pochi modelli che periodicamente appaiono in vendita vengono rapidamente acquistati.

Generalmente, nei negozi o presso rivenditori specializzati, il prezzo oscilla fra i 200 e i 350 € per un esemplare completo di custodia, mentre può capitare, su siti di aste, di riuscire a trovarne un esemplare a circa 100 euro. Molto difficilmente si riuscirà a scendere al di sotto di questa cifra. All’investimento, è conveniente aggiungere circa 25 euro per una batteria ricaricabile e relativo caricatore.

L’esemplare qui recensito è stato acquistato in condizioni pari al nuovo presso un commerciante ambulante, al prezzo di 100 euro.

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