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Polaroid Land Camera 100

CENNI STORICI

Dopo l’introduzione della prima Land camera istantanea nel 1948 e il crescente successo di questa prima linea di fotocamere che utilizzavano pellicola a sviluppo istantaneo in rullo, la ricerca polaroid non si ferma e prosegue sia nel campo degli apparecchi che delle pellicole portando l’innovativo produrre a concepire e a introdurre sul mercato nel 1963 la prima fotocamera istantanea a funzionamento automatico (fu anche la prima fotocamera dedicata alle masse che era dotata di un otturatore elettronico), la Polaroid Land Camera 100, che sarà la capostipite di una longeva e fortunata famiglia di apparecchi che utilizzavano la pellicola type 100 packfilm. Il successo di questa pellicola peel-apart, che liberava da molte delle limitazioni dell’istantanea in rullo, fu costante negli anni (e in realtà fino ad oggi) al punto da convivere tranquillamente con la successiva introduzione della pellicola integrale e delle fotocamere modello SX70 e 600 lanciate a partire dai primi anni ’70.

A partire dalla prima Land 100 (rimasta in produzione fino al 1966) si sono succeduti e affiancati negli anni diversi modelli con caratteristiche tecniche variabili a seconda del target di utenza e prezzo, differenziazione che si è replicata nelle varie generazioni (da serie 100 a serie 400) e fatti salvi alcuni modelli “speciali” come la Land 180 dotata di controlli manuali e ottiche di altissima qualità (Tominon).

COME FUNZIONA

La fotocamera chiusa

La Polaroid Land Camera 100, oltre ad essere la capostipite della famiglia, appartiene alla fascia medio alta di prodotto in quanto offre il corpo in metallo, le lenti dell’obiettivo in vetro ed il telemetro (in questo caso non accoppiato).  La macchina si presenta (come tutte le fotocamere della serie) racchiusa in un guscio di plastica che funziona da custodia protettiva e rende pratico il trasporto; il coperchio, una volta aperto, può essere lasciato attaccato alla fotocamera oppure asportato agendo sull’apposita clip in metallo: nella parete interna del coperchio trova alloggio un largo fermo metallico che veniva utilizzato per trasportare la clip metallica utilizzato per proteggere dal freddo la vecchia pellicola Polaroid durante la fase di sviluppo (si tratta, fondamentalmente, di due alette metalliche connesse per uno degli estremi).

Polaroid Land Camera 100 aperta

A coperchio aperto, si dovrà estrarre prima il mirino ripiegato fino a bloccarlo nella sua sede operativa grazie al magnete presente sul carter superiore e in seguito la piastra ottica estendendo il soffietto fino al suo blocco automatico. A questo punto la fotocamera, se carica, è già pronta ad operare.

Proprio il caricamento della pellicola, però, rappresenta probabilmente l’operazione più difficile: a differenza di quanto avviene con le pellicole integrali Polaroid o con le odierne Fujifilm Instax, infatti, non basta inserire in sede la cartuccia e chiudere lo sportello, ma bisogna assicurarsi che le linguette del packfilm siano posizionate correttamente nella finestrella posta sul fianco della fotocamera in modo da permettere le operazioni di espulsione e sviluppo dei singoli scatti; è importante ricordare, infatti, che l’espulsione della pellicola esposta è totalmente manuale  e si effettua letteralmente strappando le linguette di carta (che fungono anche da contapose) che sono connesse a ciascuno dei fogli sensibili e lo trascinano attraverso i rulli di spandimento dei chimici di sviluppo.

Il selettore delle sensibilità

Superato lo scoglio dell’inserimento della pellicola, la Polaroid Land Camera 100 è veramente semplice ed intuitiva nel suo funzionamento e i numeri crescenti serigrafati sui vari comandi mostrano esattamente la sequenza da seguire per ottenere uno scatto stampato. La prima operazione da fare quando si inserisce un nuovo packfilm è quella di regolare la sensibilità della pellicola anche se, ad oggi, le uniche ancora “facilmente” recuperabili sono le Fuji Fp100c, pellicole colore da 100 ISO: tuttavia, la fotocamera nacque in un epoca in cui la scelta era vasta e può regolare il circuito esposimetrico sui valori di 75, 100, 150 e 3000 ISO, operazione che si effettua agendo sulla rotella posta in posizione centrale sotto la piastra ottica. Non costa nulla sperare che in futuro questo selettore possa servire di nuovo!

Il selettore delle scene

La leva di colore blu posta a fianco della suddetta rotella, invece, aziona invece il cosiddetto selettore delle scene la cui legenda ed il relativo indicatore si trovano nella parte superiore della piastra ottica: in pratica, il meccanismo informa e regola l’esposimetro sull’utilizzo in esterni od in interni con flash; abbastanza rudimentale, ma ha comunque un effetto sulle aperture di diaframma e sui tempi di scatto che vengono considerati dal programma di esposizione.

Ulteriori interventi sull’esposimetro possono essere compiuti agendo sul selettore della staratura di esposizione che si presenta concentrico all’obiettivo e permette di regolare l’espozione fra -1 e +2 EV (darken – lighten). Questo comando permette di avere un certo controllo diretto sul programma di esposizione, anche se non permette di raggiungere la flessibilità che hanno i pochi modelli dotati di otturatore manuale.

La piastra ottica con obiettivo e cella esposimetrica

Fatte queste regolazioni, resta solo da mettere a fuoco agendo sulle due leve che regolano l’estensione del soffietto ed avvalendosi del telemetro, invero molto preciso anche se non accoppiato al mirino; dopodichè non resta che caricare l’otturatore con l’apposita leva sul fianco della piastra ottica, comporre l’immagine nel mirino e scattare; infine, si estrae la pellicola esposta secondo la procedura prima esposta a meno che non si voglia effettuare una esposizione multipla.

Alla fine, fatte salve le eventuali operazioni di regolazioni che restano comunque abbastanza comuni, il funzionamento e l’operatività della fotocamera sono veramente semplici, rispettando in pieno i dettami di Edwin Land. L’autonomia di scatti del packfilm è, come noto, di 10 pose, dopo le quali dovraà essere rimossa la carcassa del caricatore vuota ed inserita una nuova confezione.

Vano batteria modificato per ministilo

L’unica limitazione è data ad oggi dalle batterie in quanto le Land Camera sono state concepite per funzionare con celle al mercurio (da 3V o 4,5V a seconda del modello) che oggi non sono più disponibili; tuttavia, la modifica del vano batteria per l’utilizzo di normali pile stilo o ministilo è operazione piuttosto semplice e rapida che abbiamo illustrato in questo articolo e permette di fruire con facilità della fotocamera.

Con un gruppo di batterie ministilo, la Polaroid Land Camera 100 riesce a scattare attorno ai 50 packfilm (500 scatti) prima dell’esaurimento della carica. Il manuale della fotocamera, che contiene molti utili esempi e illustra chiaramente anche la procedura di caricamento della pellicola, si può trovare a questo link.

Staffe di regolazione soffietto

Comando apertura dorso e attacco cavalletto

Gli accessori

Una menzione particolare meritano i molti accessori ed aggiuntivi che Polaroid ha sviluppato per le Land Camera nel corso degli anni, praticamente compatibili con tutte le fotocamere della famiglia. I più interessanti sono i seguenti:

Aggiuntivo ottico per ritratto

 

Aggiuntivo per ritratto: l’obiettivo della Polaroid land camera 100 (e di quasi tutte le altre) ha la corona paraluce esterna rientrante per poter ospitare filtri del tipo push-in. Questo aggiuntivo è composto da una parte destinata a posizionarsi sull’obiettivo ed una sul mirino, oltre alla parabola da posizionarsi sul flash e permette di scattare con una distanza di messa a fuoco da 48 a 106 cm circa.

 

Aggiuntivo ottico close up

 

Aggiuntivo close-up: analogo al precedente e costituito degli stessi tre elementi, permette di ridurre ulteriormente la distanza minima di messa a fuoco nel range da 23 a 38 cm circa.

Autoscatto meccanico

 

Autoscatto: è del tipo totalmente meccanico e deve essere posizionato al di sopra del pulsante di scatto; una volta azionato mediante la rotella posta in alto, il ritardo è di circa 10 secondi e il pulsante viene azionato da un perno che scende seguendo il movimento della rotella. Non è compatibile con le fotocamere 180 e 104.

Filtro UV e filtro arancio

 

Filtri: Polaroid introdusse diversi filtri push-up per le Land Camera; qui vediamo un semplice filtro protettivo UV ed un filtro arancio, chiamato Cloud Filter, che è costruito per posizionarsi sia sull’ottica che sulla finestra dell’esposimetro per correggere l’esposizione.

Flash

 

Flash: accessorio molto utile era il flash per bulbi M3 che si posizionava a molla sulla parte alta del corpo macchina per poi collegarsi con il connettore proprietario. E’ da ricordare che gran parte degli otturatori delle Land camera non hanno la circuiteria necessaria per il controllo corretto dei flash elettronici.

Valigetta

 

 

Valigetta: la valigetta rigida in similpelle permetteva di trasportare buona parte degli accessori, alcuni pacchi di pellicola e la fotocamera.

DATI TECNICI

Modello: Istantanea folding automatica

Formato: 73x95mm su pellicola istantanea tipo packfilm 100

Obiettivo: tre elementi in vetro, 114mm f/8,8

Otturatore:elettronico con tempi da 10 sec a 1/1200 sec

Modi d’esposizione: automatica a priorità d’apertura

Mirino: galileiano con cornice parallasse, messa a fuoco con telemetro non accoppiato

Autoscatto: accessorio aggiuntivo, ritardo fino a 10 sec.

Flash: accessorio esterno, presa proprietaria di contatto su corpo macchina

Dimensioni: Lunghezza 206 mm; altezza 125 mm; profondità 73,6 mm.

Alimentazione:  Al mercurio modello 531 da 4,5 V

Peso: 1130 gr.

 

PRO

Obiettivo con lenti in vetro

Corpo in metallo

Attacco per cavalletto

Telemetro preciso

CONTRO

Un po’ ingombrante

REPERIBILITA’

La Polaroid Land Camera 100 non è certamente la più diffusa fra le varie rappresentanti della famiglia ma è di certo una di quelle su cui puntare se si vuole in modello affidabile e con un discreto numero di features assenti sulla gran parte dei modelli più diffusi, quali il corpo in metallo, il telemetro, le ottiche in vetro e l’attacco per cavalletto. Questo si riflette su un prezzo medio sull’usato che supera genralmente i 60 euro e a volte anche i 100 euro sui comuni canali online. In alcuni negozi fisici è in vendita anche attorno ai 150 euro, prezzo da ritenersi esagerato. Se invece si vuole ridurre la spesa, si può puntare sui modelli più semplici (104,210 e simili), completamente in plastica e meno raffinate nelle regolazioni. Infine, caso particolare è quello di macchine che si trovano con la relativa valigetta ed i vari accessori sopra menzionati: in quel caso, si superano facilmente anche i 200 euro, ma in questo caso si sconfina nel collezionismo.

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