Processo E6

Come già detto per quanto riguarda il trattamento dei negativi a colori, anche le diapositive possono essere trattate tranquillamente a casa, benché il Processo E6 richieda qualche attenzione e preparazione specifica in più rispetto al C41; le ragioni sono le stesse, e forse valgono ancora di più per le diapositive, ossia l’avere tutto il processo sotto controllo evitando di incorrere in sviluppi grossolani o, come a volte accade, palesemente errati. Esula da questo discorso, ma è bene tenerlo a mente, il piacere di poter osservare una propria diapositiva ben sviluppata e montata.

Brevissima nota sul processo E6

Il processo E6 è l’attuale procedura standard di sviluppo delle pellicole positive normali (quindi, escluse le Kodachrome) ed è il successore dei precedenti processi standard E3 ed E4, ritirati dal commercio per ragioni di praticità e di sostenibilità ambientale. Nella sua configurazione odierna, si articola su sei diversi passaggi di trattamento nel corso dei quali avviene prima di tutto lo sviluppo di una immagine in bianconero che subisce poi un processo di inversione (la quale, in alcuni casi, viene ancora effettuata mediante illuminazione come nei processi E3 ed E4) ed infine è sottoposta ad un secondo passaggio di sviluppo nel quale si formano gli strati di colore mediante reazione fra gli appositi copulanti e l’argento metallico. Segue nel processo la fase di sbianca, nella quale si preparara l’argento metallico per renderlo solubile nel successivo bagno di fissaggio. Il tutto, poi, viene stabilizzato mediante, appunto, il bagno di stabilizzazione. Fra i vari passaggi sono da considerarsi anche degli step intermedi di lavaggio, al fine di evitare contaminazione fra i prodotti chimici, che rendono il processo abbastanza lungo, attorno ai 30 minuti.

La sequenza completa è la seguente:

  • Primo sviluppo, 6 min
  • Lavaggio, 2 min
  • Inversione, 2 min
  • Sviluppo colore, 6 min
  • Condizionamento, 2 min
  • Sbianca, 6 min
  • Lavaggio, 2 min
  • Fissaggio, 4 min
  • Lavaggio finale, 4 min
  • Stabilizzazione, 1 min

Come per il C41, anche qui il controllo della temperatura è fondamentale e, possibilmente, ancora più stringente: le tolleranze rispetto alla temperatura di processo standard (37,9°C) sono ridotte a non più di 0,3°C. Anche il rispetto dei tempi è fondamentale: qualche secondo in più o in meno nelle fasi di sviluppo porta a consistenti dominanti come risultato finale.

 Sviluppare a casa

Tetenal Colortec E6Anche in questo caso esistono appositi kit di sviluppo, ed anche in questo caso faremo riferimento a quello prodotto da Tetenal, col nome commerciale di Colortec E6. Fortunatamente, la formulazione casalinga permette di ridurre il numero di bagni a 3 (più la stabilizzazione) anche se rimangono valide le raccomandazioni sul rigoroso rispetto della temperatura, dei tempi e della modalità di agitazione. Il kit si presenta con le soluzioni liquide concentrate in flaconi di plastica, pronte per essere miscelate con acqua per formare, a seconda della taglia scelta, 1 o 5 L di soluzione di lavoro. I bagni presenti sono, come detto, quattro: primo sviluppo, sviluppo colore, sbianca+fissaggio (blix) e stabilizzazione. Anche in questo caso, non vi è alcuna difficoltà nel preparare le soluzioni e l’unico consiglio è nuovamente quello di utilizzare acqua a 39-40°C in maniera da essere pronti subito per poter lavorare.

Flaconi dello sviluppo colore (CD) da miscelarsi in successione

Flaconi dello sviluppo colore (CD) da miscelarsi in successione

Il flacone del primo sviluppo (FD)

Il flacone del primo sviluppo (FD)

Nella confezione del kit è comunque presente un libretto di istruzioni che illustra anche la fase di preparazione delle soluzioni; è importante, inoltre, ricordare che questi composti sono mediamente più tossici rispetto agli analoghi per lo sviluppo bianconero e che, in particolare la soluzione di sbianca, possono risultare dannosi per l’ambiente. E’ buona norma, quindi, utilizzare una parte dell’acqua di soluzione per lavare le bottigliette dei concentrati, in maniera tale che una volta smaltite risultino meno dannose.

Venendo alla procedura di sviluppo, come sempre il libretto di istruzioni riporta con esattezza tutte le sequenze da seguire ed è di per sè sufficiente per riuscire ad ottenere risultati soddisfacenti. Il controllo della temperatura dovrà essere effettuato con strumenti piuttosto precisi, possibilmente con lettura decimale, così come i tempi di processo dovranno essere seguiti strettamente; a tal proposito, è bene verificare la durata delle fasi di riempimento e svuotamento della tank, che faranno parte del tempo complessivo di ogni fase di trattamento. Vista la criticità della temperatura, è consigliabile lavorare se possibile con un sistema di mantenimento automatico, quali le vasche di processo Jobo.

Jobo TBE2

Setup con jobo TBE2

Setup con jobo TBE2

Setup con jobo TBE2

L’agitazione è l’altro parametro importante da tenere in considerazione e, nell’E6 casalingo, si può procedere in due modi: mediante rotazione continua, manuale o automatica, oppure mediante ribaltamento con 15 sec iniziali continui seguiti da un ribaltamento ogni 15 secondi. I tempi previsti dal produttore, fatte salve alcune variazioni per tipo di pellicola o per variazioni cromatiche volontarie (ad esempio i 15 sec in più di primo sviluppo per le invertibili Fujifilm), cambiano solo in funzione del progressivo esaurimento dei bagni e sono i seguenti:

  1. Primo sviluppo 6min 15sec (7min a rotazione) per 1-4 pellicole, 6min 30se per 5-8 pellicole, 6min 45sec per 9-12 pellicole
  2. Lavaggio 2min 30sec
  3. Sviluppo colore 6min per 1-4 pellicole, 7min per 5-8 pellicole, 8min per 9-12 pellicole
  4. Lavaggio 2min 30sec
  5. Blix 6min per 1-4 pellicole, 7min per 5-8 pellicole, 8min per 9-12 pellicole
  6. Lavaggio finale 4min
  7. Stabilizzatore 1min

I tempi di esaurimento sono calcolati sulla superficie equivalente di pellicole 120 e, a differenza del C41, la sensibilità delle pellicole non ha influenza sulla durata dei bagni. Eventuali variazioni dei tempi e/o delle temperature, così come dell’alcalinità dei bagni, per operare processi di push/pull sono esplicate nelle pagine del manuale di istruzioni, .

Per quanto riguarda, invece, la durata temporale, il produttore indica come tempo di conservazione dei concentrati aperti sei mesi, mentre per le soluzioni il tempo si riduce a due settimane per il primo sviluppo, sei per lo sviluppo colore e dodici per blix e stabilizzatore.

Striscia di pellicola ivertibile sviluppata e archiviata in pergamino

Striscia di pellicola invertibile sviluppata e archiviata in pergamino

 

 

 

 

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