SGF Pink O’Chrome

Six Gates Film (SGF) è una iniziativa tutta italiana volta al recupero e alla ricommercializzazione di pellicole (alcune) particolari, prevalentemente di provenienza cinematografica, che vengono acquistate in stock e rivendute bobinate in un package realizzato ad hoc; l’offerta è piuttosto varia e spazia dal colore al bianconero, dalla negativa alla positiva e con alcune particolarità come questa Pink O’Chrome: per gli acquisti e per verificare le disponibilità, che sono per forza di cose variabili, è bene visitare il sito oppure rivolgersi al negozio Puntofoto di Milano.

La pellicola di cui parliamo qui è una delle più particolari e, proprio per questo, di quelle in grado di regalare risultati sorprendenti: denominata Pink O’Chrome, si tratta di una emulsione positiva di derivazione cinematografica dedicata alla duplicazione internegativa con una sensibilità di 12-15 ASA; in alcune pagine di presentazione si ritiene che abbia lo strato remjet mentre secondo me non lo ha, ma se presente il normale trattamento a cui è stata sottoposta per questa prova lo ha comunque eliminato completamente senza inquinare i bagni chimici. In ogni caso, la sua particolarità è quella di rendere le immagini con una dominante generalmente violacea o rosata (da qui il nome) con variazioni abbastanza imprevedibili; se invece processata in chimica C41, produce una costante e pesante dominante blu ed è quanto è stato fatto in questa prova d’uso che, viste le caratteristiche e le premesse, è giusto un report di una esperienza con la Pink O’Chrome.

Ripresa in pieno sole

Ripresa in pieno sole

Al termine del trattamento C41, il negativo si presenta con una netta colorazione gialla, che lascia intuire quanto forte sia la dominante sulle immagini: è chiaro, quindi, che la pellicola non è adatta a tutti i tipi di ripresa ma, se impiegata nella maniera giusta, può sicuramente dare dei risultati molto apprezzabili. La scelta sta veramente nel fotografo, che deve giudicare quali sono i soggetti giusti per esaltare le qualità di questa SGF Pink O’Chrome. Le foto qui riportate sono state riprese esponendo alla sensibilità di 15 ASA utilizzando un’ottica di buona risolvenza (Minolta Rokkor 58/1,2) e alcune delle immagini sono state poi stampate su carta RA4.

La sensibilità ridotta obbliga all’utilizzo di ottiche molto luminose o di cavalletto, ma premia la definizione dell’immagine e la virtuale assenza di grana; essendo pur sempre una pellicola invertibile, la latitudine di posa non è delle più estese, benchè non sia facilissimo misurarne l’estensione data la dominante: diciamo che si avverte, sottoesponendo di 1 stop, un attenuarsi della dominante stessa anche se ciò non porta di certo ad avere una immagine dai colori bilanciati; le stesse sfumature di colore tendono un po’ a perdersi, come d’altronde logico aspettarsi, e ci si ritrova con una immagine perfettamente definita nei dettagli (se l’ottica di ripresa lo consente) ma praticamente monotono.

vasi

Ripresa in ombra sovraesposta 1 stop

Rendendo un po’ più generosa l’esposizione e, soprattutto, scattando soggetti meno illuminati, appaiono invece i differenti colori anche se, ovviamente, pesantemente alterati dalla maschera blu: il giallo del vaso nella foto a destra è grossomodo, in colori naturali, lo stesso giallo della candela ripresa nell’immagine precedente in pieno sole, un esempio che fa comprendere come la risposta al colore cambi sensibilmente con il variare delle condizioni di esposizione.

Questo è l’elemento su cui chi vuole utilizzare con profitto questa comunque interessante pellicola dovrebbe fare delle considerazioni, preparandosi ad una accurata scelta dei soggetti e delle condizioni di luce in maniera da estrarre il meglio dalla Pink O’Chrome e a non rendere le immagini ripetitive e stancanti, cosa molto facile quando si lavora con pellicole particolari. Proseguendo nelle considerazioni, la sensibilità scelta sembra idonea a quello che è il risultato descritto dal venditore e il trattamento successivo allo sviluppo non comporta alcun problema: lo scanner riconosce e digerisce la maschera blu (sempre che nel software non sia abilitata la correzione dei colori) e la riproduce senza alcuna fatica; per quanto riguarda la stampa RA4, partendo dalla filtratura base della carta la maschera si produce decisamente più tenue, dando all’immagine un’impressione di slavatura; lavorando sulla filtrazione per incrementare i toni ciano, la stampa diventa “corretta” (l’ultima immagine di questa breve descrizione è una scansione da stampa).

train

Immagine sottoesposta 2 stop, luce diurna

 L’immagine qui a lato serve a confermare quanto già detto in precedenza riguardo alla sottoesposizione; si tratta qui di una sottoesposizione di 2 stop in luce diurna, necessaria per catturare al meglio un soggetto in movimento: si nota il fenomeno di attenuazione della mascheratura, che non fa però emergere i veri colori del soggetto e rende l’intera immagine indubbiamente meno interessante. A queso si aggiunga anche la prevedibile perdita di dettaglio nelle zone in ombra, che porta a concludere come al massimo la pellicola possa essere sovraesposta di uno stop senza influire pesantemente sulla resa.

Comunque, la Pink O’Chrome dimostra il suo carattere ben definito e sicuramente nelle mani di fotografi creativi può portare ad ottenere risultati di sicuro impatto anche se, come detto all’inizio, la scelta del soggetto è elemento chiave per sfruttarla al massimo; esposta a 15 ASA appare ben bilanciata (al blu, ovviamente) e con un comportamento ripetitivo nei confronti delle variazioni di esposizione che consente di pianificare con accuratezza lo scatto. Probabilmente le stesse considerazioni valgono se la pellicola venisse trattata in E6 ma la dominate blu che restituisce quando processata  in C41 la rende decisamente unica, mentre sul mercato esistono anche altre pellicole con dominante porpora.

Sottoesposizione 1 stop, luce attenuata

Sottoesposizione 1 stop, luce attenuata

Sovraesposizione 1 stop, luce diurna

Sovraesposizione 1 stop, luce diurna

Scansione da stampa

Scansione da stampa

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