Zenza Bronica ETRSi

Il mio primo incontro con una Zenza Bronica è avvenuto molti anni fa, prima dell’era digitale, al matrimonio di un amico dove il fotografo ufficiale scattava con un grosso cubo nero sormontato da un vistoso prisma e con impugnatura sulla destra: una Zenza Bronica SQ. Abituato com’ero alla reflex 35mm quella cosa mi sembrava ingombrante e scomoda e, per un buon decennio, il medio formato non fece parte dei miei pensieri. Solo dopo molti anni complice una Agfa Isolette, prima, e un Lubitel 166B, poi, incominciai a ripensarci fino a diventare il possessore di una Zenza Bronica ETRSi.

Eppure passare al medio formato non è poi così facile come potrebbe sembrare: le questioni da affrontare sono molteplici e vanno dal formato del fotogramma alla modularità del sistema, dalla scelta del tipo di macchina (telemetro o reflex) a ottica fissa o intercambiabile fino alla scelta del tipo di otturatore (centrale nell’obiettivo o a tendine sul piano focale). Insomma le considerazioni da fare sono molte e tutt’altro che scontate. Arrivare a fare poi una scelta consapevole non è facile, il rischio di pentirsene è e rimane alto: le differenze con il mondo del 35 mm sono profonde.

CENNI STORICI

La Zenza Bronica ETRSi fu commercializzata dall’ottobre 1989 fino a dicembre 2004 e rappresenta la terza versione della reflex medio formato costruite dalla Bronica attorno al formato 6×4,5. La capostipite di queste macchine fu la ETR presentata nel gennaio 1976 e seguita nel gennaio 1979 dalla ETRS. La ETR rappresenta una svolta nella produzione di macchine fotografiche da parte della casa giapponese sia per l’introduzione di un nuovo formato ( si ricordi che tutte le Zenza Bronica prodotte fino ad allora erano solo nel formato 6×6) che per il passaggio dall’otturatore a tendina sul piano focale a quello centrale, inserito in ogni singolo obiettivo; innovazioni che verranno poi riprese nelle macchine della serie SQ (6×6) e GS (6×7). Il tutto continuando a mantenere un sistema modulare ricco di accessori che ha saputo farsi apprezzare nel tempo.

La bontà del progetto ETR è sottolineata dalla sua longevità: 28 anni in cui la fotografia tradizionale subisce una serie di forti cambiamenti, dai sistemi di misurazione dell’esposizione sempre più sofisticati all’autofocus, fino a sfociare nel digitale, che ne segna pure la fine benchè forse prematura. Eppure, per ironia della sorte, volendo spenderci su un bel po’ di Euro una Zenza Bronica ETRS o SQ può essere ammodernata con l’applicazione di un dorso digitale.

COME FUNZIONA

Zenza Bronica ETRSi front

Vista frontale della fotocamera

A vederla per la prima volta una ETRSi ha un’aria familiare, un po’ perché assomiglia a qualche macchina svedese, un po’ perché, almeno quelli un più stagionati tra di noi, l’hanno vista a qualche matrimonio in mano al fotografo, e poco importa se era la SQ vista la stretta somiglianza.
Una cosa è certa: assomiglia a una Hasselblad ma la somiglianza  si ferma al concetto e all’impostazione del sistema; si parte da un corpo centrale, un “cubo” al quale possono essere attaccati tutta una serie di accessori che vanno dai dorsi agli obiettivi. Ma questo concetto, o sistema, di macchina modulare è stato pure “copiato” (se questo termine è lecito) da Mamiya, Contax, Pentax e Rollei, giusto per citare i nomi più blasonati.
Per quanto riguarda invece i fotografi matrimonialisti le varie Zenza Bronica erano spesso presenti nei loro corredi in quanto più economiche dell’originale svedese, con la quale divide i vantaggi dell’otturatore centrale, pur mantenendo una qualità adeguata al lavoro da svolgere.
Eppure le differenze con la nobile svedese ci sono e non sono dettagli! Una per tutte: l’otturatore e il suo sistema di gestione. Mentre lnelle Hasselblad serie 500 (quelle previste per l’impiego di sole ottiche ad otturatore centrale) è completamente meccanico, nella ETRSi, come nelle altre Zenza Bronica, è un elemento elettromeccanico completamente dipendente dalle batterie.
Prendendo in mano per la prima volta una ETRSi, soprattutto se si è abituati alle reflex 35mm o a quelle digitali, si rimane un po’ sconcertati: il modo di impugnare la macchina è per lo meno inusuale e anche i vari pulsanti, ghiere e levette lasciano degli interrogativi sulle loro funzioni; l’unico comando chiaramente individuabile sul corpo grazie alla presenza della scala dei valori è la ghiera dei tempi, posta sul lato sinistro, mentre quasi tutto il resto è anonimo, tant’è che senza il manuale o l’ausilio di un amico che conosce già questa macchina si rischia quasi di non trovare il pulsante di scatto. Le cose vanno già meglio con gli obiettivi: almeno la ghiera di messa a fuoco e quella dei diaframmi sono facilmente individuabili, per il resto vale quanto detto già per il corpo.
Il frontale, oltre al grande bocchettone porta ottiche, presenta in basso a destra il pulsante di scatto circondato da una ghiera a tre posizioni avente la funzione di blocco e di interruttore di accensione della macchina; in basso a sinistra è collocato il pulsante di sblocco della pellicola, mentre in alto a destra si trova la presa standard del sincro flash, contrassegnata da una piccola X incisa sul bocchettone porta ottiche.

Zenza Bronica ETRSi sx

Il lato sinistro della ETRSi

Sul lato sinistro è collocata la ghiera di impostazione dell’otturatore e nelle immediate vicinanze il pulsante per controllare lo stato di carica della batteria; in basso procedendo dal fronte verso il dorso troviamo la presa filettata per lo scatto flessibile (quello classico ad azione meccanica), la presa multipolare per il collegamento di un flash TTL tramite il cavo dedicato, e il pulsante di sblocco del dorso.
Sul lato destro, è collocata la manovella di avanzamento e armo otturatore, e attorno ad essa due levette anonime: quella superiore consente di impostare le esposizioni multiple, mentre l’altra è responsabile del sollevamento manuale dello specchio.

La parte superiore del corpo macchina presenta l’attacco per i vari mirini, con tanto di pulsante di sblocco e contatti elettrici per il collegamento di quelli esposimetrici. In fine sul fondello della corpo è collocato il vano porta batteria, la presa filettata per il cavalletto e una slitta, provvista di alcuni contatti, utile per poter agganciare alla macchina una impugnatura ad “L” che consente una migliore presa e un più rapido avanzamento della pellicola o dei winder.

Vista del lato destro

Vista del lato destro

Il lato posteriore è interamente predisposto per il collegamento dei dorsi porta pellicola.
L’obiettivo oltre alla ghiera di messa a fuoco e a quella dei diaframmi ha sulla sinistra un pulsante per il controllo della profondità di campo e, nella parte inferiore, un cursore per abilitare la posa T.
I dorsi porta pellicola sono disponibili in vari tipi a seconda del tipo di pellicola che si vuole usare: oltre ai consueti modelli per le pellicole 120 e 220 sono disponibili due dorsi per le pellicole 135, uno per il classico formato 24×36 e uno per un panoramico 24×54, è disponibile inoltre un dorso polaroid che può essere anche usato con le pellicole istantanee Fuji. Il contafogrammi è collocato sul dorso e riporta la numerazione in base al tipo di pellicola per cui è predisposto.
Va notato che corpo e dorsi non hanno un sistema per poter impostare la sensibilità della pellicola in uso: questo dato può, e deve, essere impostato sui mirini esposimetrici; questa “lacuna” è dovuta alla necessità di mantenere la piena compatibilità degli accessori con la capostipite ETR. Una mancanza grave? Non credo e poi basta mettere il cartoncino della pellicola, o un piccolo appunto, nella taschina memo del dorso per sapere quale pellicola è caricata. A puro titolo di cronaca va fatto notare che le Zenza Bronica SQ e GS, progettate e realizzate successivamente hanno sul dorso porta pellicola un sistema di impostazione della sensibilità della pellicola che tramite contatti elettrici trasmette questo dato al corpo, e da qui agli altri accessori connessi.

La Zenza Bronica ETRSi differisce dalle versioni precedenti per alcune migliorie e per l’aggiunta di alcune nuove funzioni, le principali sono: il sistema flash TTL, l’aggiunta della posa B sulla ghiera dei tempi (posa B a controllo elettronico) e il commando di sollevamento dello specchio, oltre a un miglioramento del sistema di avanzamento della pellicola. Durante il periodo di produzione della ETRSi la Zenza Bronica viene acquisita dalla Tamron, acquisizione che porta alla realizzazione delle ottiche della serie PE, che pur ricalcando le lunghezze focali dei modelli esistenti subiranno cambiamenti negli schemi ottici e vedranno l’introduzione dei valori intermedi sulla ghiera dei diaframmi.

Il mirino a pozzetto

Il mirino a pozzetto

Per poter scattare con una Zenza Bronica ETRSi bisogna munirsi di alcuni optional obbligatori: uno schermo di messa a fuoco, un mirino, un dorso porta pellicola e un obiettivo. Bisogna inoltre caricare una pellicola: senza, a meno di non impostare le esposizioni multiple, non c’è verso di farla scattare.
L’ultimo elemento importante è la batteria che va inserita nel fondello della macchina, senza l’otturatore è in grado di scattare solo con il tempo meccanico di 1/500, batteria che alimenta anche i prismi esposimetrici. A proposito della batteria va fatto notare che è preferibile l’uso di quelle all’ossido d’argento o quelle alcaline, in caso di emergenza la ETRSi sopporta anche quelle al litio mentre tutte le altre Zenza Bronica non sono in grado di funzionare con quelle al litio a causa della tensione e della caratteristica di scarica di queste ultime.
Da tenere inoltre presente che usando il mirino a pozzetto questo restituisce l’immagine con i lati destro e sinistro invertiti, a chi invece non riesce a rinunciare alla classica visione corretta da un pentaprisma consiglio di prendere in considerazione l’acquisto di uno dei mirini prismatici.
Altra mancanza, alla fine meno grave di quanto possa sembrare, è l’assenza di un esposimetro incorporato in grado di leggere la luce ambiente: si rimedia facilmente con uno esterno o con la regola del 16. Invece è presente un circuito esposimetrico in grado di pilotare un flash TTL collegato tramite l’apposito adattatore e il relativo cavo.

IMPRESSIONI D’USO

Una volta assemblate le varie parti e caricata la pellicola nel dorso si può, finalmente, assaporare il gusto di premere il pulsante di scatto ma solo dopo averlo sbloccato tramite la corona coassiale e dopo aver tolto il volet.
Una volta premuto il pulsante di scatto mirino resta oscurato: lo specchio non è a ritorno istantaneo e per farlo tornare nella sua posizione si deve far avanzare la pellicola e armare l’otturatore, insomma bisogna essere pronti per un nuovo scatto. Vale la pena far notare che questa macchina, al pari delle sorelle SQ e GS, deve avere sempre l’otturatore carico per poter procedere alla sostituzione delle ottiche.
A proposito di cambiare ottiche faccio presente che l’obiettivo deve essere innestato sul corpo con una certa forza in modo tale da poter sentire chiaramente il “click” che conferma l’avvenuto congiungimento tra ottica e corpo, se invece il “click” ha un suono debole (ovvero si è stati troppo delicati nell’operazione) la macchina si rifiuta di scattare: è scritto sul manuale ma non ci si fa caso fino a quando non accade nel bel mezzo di un pomeriggio da fotografi.
Nonostante queste apparenti difficoltà e la presenza di diversi meccanismi di blocco contro gli scatti accidentali (ottimi per prevenire lo spreco della pellicola) la Zenza Bronica ETRSi si rivela uno strumento versatile e adatto alla maggior parte dei fotografi. In realtà non ci si mette molto a prendere confidenza e una volta memorizzata la sequenza delle operazioni da effettuare si notano ben poche differenze rispetto a una qualsiasi reflex 35mm o digitale; differenze che alla fine sono soggettive e che variano molto in rapporto alla personalizzazione della macchina stessa.
Sul fronte della personalizzazione della macchina la Zenza Bronica ETRSi grazie a un’ampia scelta di accessori si adatta alle esigenze e alle preferenze della maggior parte dei fotografi con accessori che vanno dalle impugnature laterali, ai mirini e ai dorsi, senza dimenticarci degli ottimi obiettivi.
Come si comporta la Zenza Bronica ETRSi? Non mi posso lamentare, anzi … ne sono pienamente soddisfatto. Assodato che non si tratta di una macchina veloce dove basta inquadrare e scattare ma che ogni singolo scatto deve essere valutato e pensato, che lo stesso calcolo dell’esposizione deve ponderato, che bisogna eseguire ben determinate procedure, una volta presa la mano si fa fatica a tornare indietro e non si rimpiangono sistemi diversi o più blasonati.
La mia ETRSi col tempo l’ho personalizzata rendendola adeguata alle mie esigenze: alla configurazione base (corpo, mirino a pozzetto, dorso 120 e obiettivo 75mm) ho aggiunto un dorso 120 e uno 220, un obiettivo 200mm e un winder.
In fondo questo è il bello delle macchine modulari: poter cambiare gli accessori, e non solo gli obiettivi, in base ai propri gusti o in base a specifiche esigenze di ripresa.
La qualità dei negativi o delle diapositive che si ottengono con questa macchina e con i suoi obiettivi non lascia dubbi o rimpianti, anzi verrebbe subito voglia di caricare un altro rullo e di riprendere a scattare.

Anche se la ETRSi è una macchina ben progettata e ben realizzata qualche difetto c’è. Nonostante la professionalità della macchina va criticata l’assenza di indicazioni sui vari pulsanti e leve e forse pure la mancanza di una slitta porta accessori sulla quale poter innestare un flash senza dover ricorrere a quelli a staffa o ad apposite impugnature. Il difetto più grave, riscontrabile su alcuni esemplari, è una fragilità “strutturale” dell’attacco del mirino che è soggetto a rotture, che tuttavia non ne pregiudicano il funzionamento e sono facilmente riparabili con un po’ di colla ciano-acrilica.

PRINCIPALI ACCESSORI:
Dorsi porta pellicola
Winder
Mirini esposimetrici
Obiettivi originali
Cablaggio di raccordo con flash sistema SCA 300

 

DATI TECNICI

Modello: Reflex medio-formato 6×4,5 cm., monobiettivo con esposizione manuale o automatica a priorità di diaframma in abbinamento a mirino esposimetrico. Sistema modulare basato sull’intercambiabilità di ottiche, dorsi, mirini, ecc. Messa a fuoco manuale.

Formato: 42,5×55 mm su pellicola 120 o 220.

Baionetta: Zenza Bronica ETR dotata di contatti elettrici per la trasmissione dei dati inerenti la velocità dell’otturatore centrale e l’apertura del diaframma, oltre ai leveraggi necessari ad armare l’otturatore. Non è compatibile con le ottiche previste per le Zenza Bronica serie SQ e GS.

Obiettivi Standard: Zenzanon EII 75mm. F2,8 – Zenzanon PE 75mm. F2,8.

Modi d’Esposizione: Esposizione manuale, la macchina non è dotata di un proprio sistema esposimetrico. E’ possibile montare diversi mirini a pentaprisma dotati di sistema esposimetrico che consentono anche di usare la macchina con l’assistenza di un esposimetro sia in modalità manuale che automatica a priorità di diaframma.

Otturatore: Centrale a controllo completamente elettronico costituito da cinque lamelle metalliche, tempi di posa selezionabili su posizioni fisse tra 8” e 1/500, variabili a mezzo ghiera, e posa B. Ogni obiettivo dispone inoltre di un interruttore a cursore per attivare la posa T. E’ previsto un tempo meccanico per poter funzionare senza l’ausilio dalla pila, il tempo meccanico si ottiene impostando la ghiera su 1/500.

Flash: Accessorio. Esposizione automatica TTL tramite cavo adattatore e flash sistema SCA. Con i flash universali sincronizzazione tramite presa X a sinistra del bocchettone porta ottiche e flash montato su apposita staffa in quanto il corpo è privo di slitta porta accessori, o tramite contatto caldo X sulla slitta dei sistemi di avanzamento accessori. Sincronizzazione totale su tutti i tempi grazie all’otturatore centrale.

Autoscatto: Non previsto.

Esposimetro: Non previsto, è comunque presente la predisposizione dei contatti elettrici per montare appositi mirini a pentaprisma dotati di sistema esposimetrico. Mirini disponibili modello AE II e AE III; l’esposimetro si attiva premendo parzialmente il pulsante di scatto.

Compensazione dell’Esposizione: Non prevista per corpo macchina. Possibile tramite apposito comando posto sui mirini esposimetrici.

Mirino: Standard a pozzetto, disponibili diversi mirini a pentaprisma sia esposimetrici che non. Il campo inquadrato e l’ingrandimento varia a seconda del mirino montato sul corpo macchina. Il mirino a pozzetto è dotato di una lente d’ingrandimento per agevolare la messa a fuoco. I mirini esposimetrici riportano al loro interno i dati relativi all’esposizione.

Messa a Fuoco: Manuale su schermo, comunemente detto vetro ma in realtà di materiale plastico, smerigliato; intercambiabile e disponibile in vari modelli, alcuni completamente smerigliati e atri provvisti di zona centrale microprismatica e/o stigmometro a spezzamento d’immagine. L’operazione di cambio dello schermo di messa a fuoco può essere facilmente effettuata da chiunque.

Indici nel Mirino: Indicazioni presenti solo nei mirini esposimetrici e variabili a seconda del tipo.

Avanzamento Pellicola: Tramite manovella di avanzamento rapido ad azione singola o additiva, rotazione in senso orario di 360°. Possibilità di avanzamento manuale tramite impugnatura a “L” o motorizzato tramite applicazione di un winder disponibile in varie versioni con velocità e modalità di avanzamento variabile a seconda del modello.

Specchio: Non ritorna automaticamente dopo lo scatto, si abbassa solo armando di nuovo l’otturatore e facendo avanzare la pellicola. E previsto l’alzo manuale dello specchio, tramite apposita levetta posta sul lato destro del corpo, per prevenire le vibrazioni introdotte dal suo movimento, funzione utile per riprese macro.

Contapose: Additivo, presente sul dorso portapellicola e non sul corpo, numero di esposizioni variabile in base al dorso impiegato, ad azzeramento automatico a fine pellicola.

Esposizioni multiple: possibili senza limitazioni, tramite azionamento dell’apposita levetta posta sul lato destro del corpo.

Alimentazione: Corpo macchina una batteria all’ossido d’argento da 6V tipo PX28 o similari; oppure una batteria alcalina da 6V tipo n° 537 o A544.

Test batteria: Presente tramite segnalazione a mezzo led visibile nel mirino.

Dorso: Intercambiabile anche con pellicola parzialmente esposta; svolge la funzione di pota pellicola. Disponibile in vari modelli a seconda del tipo di pellicola impiegato o del formato.

Dimensioni: Solo corpo: lunghezza 92 mm; altezza 87 mm; profondità 69 mm.
Peso: 480 gr. (solo corpo, esclusa la batterie e ogni altro accessorio).

PRO (ieri e oggi):
Otturatore centrale
Modularità del sistema
Qualità delle ottiche
Maneggevolezza
Dimensioni tutto sommato ridotte

CONTRO (più o meno):
Non tutti i comandi riportano l’indicazione della loro funzione
Peso non indifferente, ma è solida e ben costruita
Modo di operare non sempre intuitivo
Assenza di un esposimetro incorporato

REPERIBILITA’ E PREZZI:

Su Ebay non si fatica molto per trovarla in Italia o all’estero. Attenzione a non comprarla a pezzi ma come kit completo visto che l’acquisto dei singoli pezzi non conviene.
Se ci si rivolge a negozianti specializzati in usato e ai mercatini dell’usato la disponibilità non manca, ma un controllo approfondito è d’obbligo come sempre e consiglio vivamente una piccola prova visto che lo stato di salute non dipende solo dall’aspetto esteriore.
Quotazioni medie dell’usato sono altalenanti, su ebay si trova tra i 200€ e 300€ mentre nei mercati dell’usato si può anche (raramente) scendere a 150€. Il prezzo sopraindicato è per un corpo completo di dorso 120, mirino a pozzetto e 75mm.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Ha senso ancora oggi, nell’era del digitale, fare una scelta del genere? Me lo so chiesto già diverse volte e non ho mai avuto dubbi: sì.
La qualità delle fotografie, grazie al fotogramma di dimensioni generose, ripaga ampiamente ogni fatica; la ETRSi è talmente versatile che , portafogli permettendo, è possibile pure attaccarci un dorso digitale.
Anzi grazie al digitale e al crollo dei prezzi delle macchine funzionanti con la pellicola mi sono levato lo sfizio di prendermi una medio formato modulare ad obiettivi intercambiabili, con tanto di accessori. Eppure in questi ultimi mesi sembra di assistere a una inversione di tendenza considerato che i prezzi dell’usato hanno ripreso a salire, che la gente si sia stufata del digitale? No, non credo, ma forse i fotoamatori hanno capito che la pellicola e il sensore possono coesistere pacificamente.

 

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Zenza Bronica ETRSi

My first encounter with a Zenza Bronica was many years ago, before the digital era, to a friend’s wedding where the official photographer snapped with a big black cube topped by a striking prism and grip on Right: a Zenza Bronica SQ. Accustomed as I was to the 35mm SLR that thing seemed bulky and uncomfortable and, for a good decade, the average size was not part of my thoughts. Only after many years because of a Agfa Isolette before, and a Lubitel 166B, then, I began to think about it to become the owner of a Zenza Bronica ETRSi.

But go to medium format is not as easy as it might seem: the issues to be addressed are many and range from the size of the frame to the modularity of the system, the choice of the type of camera (SLR or rangefinder) to optical fixed or interchangeable up to the choice of the type of shutter (or central tendon lens focal plane). In short, the considerations to be made are many and far from obvious. Then get to make a conscious choice is not easy, the risk of regret is and remains high: the differences with the world by 35 mm deep.

HISTORY

The Zenza Bronica ETRSi was marketed from October 1989 until December 2004 and is the third version of the SLR medium format Bronica built around the format from 6×4, 5. The granddaddy of these machines was the ETR submitted in January 1976 and followed in January 1979 by the ETRS. The ETR is a breakthrough in the production of cameras by the Japanese and the introduction of a new format (remember that all of the Zenza Bronica until then had only produced in 6×6 format) and for the transition to the obturator focal plane shutter in the middle, was added to each objective; innovations that will be shooting in the machines of the series SQ (6×6) and GS (6×7). All this while maintaining a rich modular system of accessories that has been able to be appreciated over time.

The ETR value of the project is underlined by its longevity: 28 years old where traditional photography undergoes a series of significant changes, exposure metering systems increasingly sophisticated autofocus, until it flows into digital , which also marks the end though perhaps premature. Yet, ironically, wanting to spend ourselves out of a lot ‘of Euro Zenza Bronica ETRS or a SQ can be upgraded with the application of a digital back.

HOW IT WORKS

Zenza Bronica ETRSi front

Vista frontale della fotocamera

To see her for the first time a ETRSi look familiar, a little ‘because it looks like some Swedish car, a little’ because, at least those of a more mature among us, have seen a few hand in marriage to the photographer, and no matter if it was the view of the close similarity SQ.
One thing is certain: it looks like a Hasselblad but the similarity stops at the concept and layout of the system; is part of a central body, a “cube” which can be attached to a wide range of accessories ranging from the backs of the objectives. But this concept, or system of modular machine has also been “copied” (if that term is permissible) by Mamiya, Contax, Pentax and Rollei, just to quote the most famed.
Regarding instead the photographers matrimonialisti various Zenza Bronica were often present in their kits as cheaper original Swedish, with which it shares the advantages of the central shutter, while maintaining a quality suitable to the job.
Yet the differences with the Swedish nobleman and there are no details! One for all: the shutter and its management system. While lnelle Hasselblad 500 series (those provided for the use of sun-optic shutter panel) is completely mechanical in ETRSi, as in other Zenza Bronica, is an electromechanical completely dependent on the batteries.
Picking up a ETRSi for the first time, especially if you are used to the 35mm SLR or digital ones, it remains a bit ‘puzzled: how to appeal the machine is at least unusual and also the various buttons, dials sticks and leave the questions on their functions; the only command clearly identifiable on the body due to the presence of the scale of values ​​is the shutter speed dial, located on the left side, while most of the rest are anonymous, so much so that without the manual or the help of a friend who knows Already this machine could almost not find the shutter button. Things are already better with the objectives: at least the focus ring to focus and aperture that are easily identifiable, the rest is as good as said already for the body.
The front end, in addition to the large optical filler door, on the bottom right shows the shutter button surrounded by a ring having three position lock function and a power switch of the machine; in the lower left button is located to unlock the film, while in the upper right is the standard flash sync socket, marked by a small X on the filler door engraved optics.

Zenza Bronica ETRSi sx

Il lato sinistro della ETRSi

On the left side there is the dial setting and very close to the shutter button to check the state of charge of the battery; down proceeding from the front to the back we find the threaded socket for cable release (classical mechanical action), the multipole socket for connecting TTL flash using the dedicated cable, and the release button on the back.
On the right side, there is the crank forward and arming shutter, and around the two knobs anonymous: the upper allows you to set multiple exposures, while the other is responsible for the manual lifting of the mirror. [ 3×1002]

The upper part of the machine body presents the attack for various viewfinders, with much of the release button and the electrical contacts for the connection of those camera exposure. In the end on the bottom of the body is placed the battery compartment door, the threaded socket for a tripod and a sled, provided with some contacts, useful to be able to attach a handle to the machine to “L”, which allows a better grip and a more rapid advancement of the film or of the winder.

Vista del lato destro

Vista del lato destro

The back side is entirely arranged for the connection of the door film backs.
The objective in addition to the focus ring and that of diaphragms on the left has a button to control the depth of field and, in the lower part, a cursor to enable the laying T.
The backs door film are available in various types depending on the type of film that you want to use: In addition to the usual models for the films 120 and 220 are two backs for the films 135, one for the classic 24×36 and one for a panoramic 24×54, is also available a polaroid back that can also be used with the instant film Fuji. The contafogrammi is placed on the back and shows the numbering according to the type of film for which it is prepared.
It should be noted that the body and backs do not have a system in order to set the film speed in use: this data can, and should, be set sights on exposure modes; this “gap” is due to the need to maintain full accessory compatibility with the parent ETR. A lack serious? I do not think and then just put the card of the film, or a little note in the back pocket memo to know which film is loaded. Purely for the record it should be noted that the Zenza Bronica SQ and GS, designed and built on the back door then have a system of film sensitivity setting of the film that transmits this data via electrical contacts to the body, and from there to other related accessories .

The Zenza Bronica ETRSi differs from earlier versions for some improvements and the addition of some new features, the main ones are: the TTL flash system, the addition of the bulb on the shutter speed dial (bulb to electronic control) and the commando mirror mechanism, as well as an improved system of advancement of the film. During the production of the ETRSi Zenza Bronica was acquired by Tamron, acquisition leading to the creation of the optics of the PE series, even though it follows that the focal lengths of the existing models will undergo changes in optical schemes and will see the introduction of intermediate values ​​on the ring aperture.

Il mirino a pozzetto

Il mirino a pozzetto

To be able to shoot with a Zenza Bronica ETRSi need to equip themselves with some optional extras required: a screen of focus, a viewfinder, a film and a back door goal. You should also load a film: no, unless you set multiple exposures, there’s no way to snap it.
The last important element is the battery that is inserted into the bottom of the machine, without the shutter is capable of taking only with the mechanical time of 1/500, which also supplies battery prisms camera exposure. About the battery should be noted that it is preferable to use those silver oxide or alkaline ones, in case of emergency the ETRSi bears even those lithium while all other Zenza Bronica are not able to work with those lithium because of the voltage and the discharge characteristics of the latter.
Keep also in mind that using the viewfinder that returns the image with the left and right sides reversed, to those who can not give up the classical vision corrected by a penta prism council to consider the purchase of a the prism viewfinders.
Another failure in the end less serious than it might seem, is the absence of a built-in light meter can read the ambient light: it is easily remedied with an external or with the rule of 16. Instead there is a circuit metering capable of driving a TTL flash connected via the adapter and the power cord.

IMPRESSIONS OF USE

Once assembled the various parts and loaded the film in the back you can finally enjoy the taste of pressing the shutter button, but only after you have unlocked via the coaxial crown and after removing the vouchers.
Once you press the shutter button remains dimmed sight: the mirror is not instant return and to get it back in its place you have to advance the film and cock the shutter, then you have to be ready for the next shot. It is worth pointing out that this car, like the sisters SQ and GS, must always load the shutter in order to proceed to the replacement of the optics.
About change optical I point out that the goal must be mounted on the body with some force so that you can clearly hear the “click” confirming that the junction between the optical and body, but if the “click “has a weak sound (ie they were too delicate operation) the machine refuses to take: it is written in the manual but there is one notices until it happens in the middle of an afternoon by photographers.
Despite these apparent difficulties and the presence of different locking mechanisms against accidental clicks (great for preventing wastage of the film) the Zenza Bronica ETRSi proves to be a versatile and suitable for most photographers. In fact there is a long time to become familiar and once memorized the sequence of operations to be carried out very few differences are noted with respect to any 35mm SLR camera or digital; differences that ultimately are subjective and vary greatly in relation to the customization of the machine itself.
On the front of the machine customizing the Zenza Bronica ETRSi thanks to a wide range of accessories adapts to the needs and preferences of the majority of photographers with accessories ranging from side grips, the sights and the backs, not forgetting the good targets.
How does the Zenza Bronica ETRSi? I can not complain, but … I am fully satisfied. Given that this is not a fast car where you just point and shoot every single shot but that should be evaluated and thought, that the same must-weighted exposure calculation, you need to perform well-defined procedures, once taken hand it is hard to go back and do not regret different systems or more noble.
My ETRSi over time I make it custom tailored to my needs: the basic configuration (body, viewfinder, 75mm lens and 120 back) I added a back 120 and one 220, a 200mm lens and a winder.
In the end that’s the beauty of modular machines: you can change the accessories, not just the objectives, in accordance with your taste or according to specific shooting needs.
The quality of the negatives or slides that you will get with this machine and with its goals leaves no doubts or regrets, indeed would immediately want to load another roll and resume shooting.

Although the ETRSi is a machine well designed and well crafted some damage there. Despite the professionalism of the car goes criticized the lack of information on the various buttons and levers and maybe even the lack of an accessory shoe on which to graft a flash without having to resort to those in the bracket or the handles. The most serious defect, found on some specimens, is a fragility “structural” attack of the viewfinder that is prone to breakage, which however do not affect the operation and are easily repairable with a little ‘of cyano-acrylic. [3×1002 ]

KEY ACCESSORIES:
port Backs film
Winder
exposure modes Scopes
Objectives original
Wiring connection with the SCA 300 system flash

 

TECHNICAL DATA

Model: SLR medium format 6×4, 5 cm., Single-lens with manual exposure or aperture priority automatic metering in conjunction with the viewfinder. Modular system based on the interchangeability of lenses, backs, viewfinders, etc.. Manual Focus.

Format: 42,5 x55 mm film 120 or 220.

Bayonet: Zenza Bronica ETR equipped with electrical contacts for the transmission of data concerning the shutter speed and the central opening of the diaphragm, in addition to the linkages necessary to arm the shutter. It is not compatible with the optics required for the Zenza Bronica SQ series and GS.

Objective Standard: Zenzanon EII 75mm. F2, 8 – Zenzanon PE 75mm. F2, 8.

Profiles Exposure: Manual Exposure Mode, the machine is not equipped with its own metering system. And ‘possible to mount several pentaprism viewfinders with exposure system that also allow you to use the machine with the assistance of a light meter in manual and automatic aperture priority.

Shutter: Central fully electronically controlled consists of five metal plates, shutter speeds are selectable fixed positions between 8 “and 1/500, varying by prayer, and laying B. Each lens also features a switch cursor to activate the laying T. ‘expected time mechanic to be able to function without the help from the stack, the mechanical time is achieved by setting the dial to 1/500 .

Flash: Accessory. Auto Exposure TTL flash system via a cable adapter and SCA. With the universal flash synchronization socket X to the left of the filler port optical and flash mounted on a bracket because the body is lacking in the accessory shoe or through the hot X on the sled systems advancement accessories. Total synchronization of all time thanks to the shutter panel.

Self-timer: Not applicable.

Meter: Not expected, however this is the arrangement of the electrical contacts to assemble the appropriate level pentaprism viewfinder with exposure system. Scopes available model AE AE II and III; the meter is activated by pressing the shutter release button.

Exposure Compensation: Not expected to be the camera body. Possible through a control place crosshairs on the camera exposure.

Viewfinder: Standard cockpit, several pentaprism viewfinders camera exposure that is not. The field of view and the magnification varies depending on the viewfinder mounted on the camera body. The viewfinder is equipped with a magnifying glass for easy focusing. The finders camera exposure report their internal exposure data.

Focus: Manual screen, commonly called glass but is actually made of plastic, frosted; interchangeable and available in various designs, some completely sanded and halls equipped with central microprism and / or splitting split image to image. The exchange transaction Screen focus can be easily done by anyone.

Indicators in the Viewfinder: Information available only in the crosshairs exposure modes and variable depending on the type.

Film Advance: By crank fast forward single action or augmentation, clockwise rotation of 360 °. Ability to handle manual feed through “L” or by applying a motorized winder available in several versions with variable speed and forward mode depending on the model.

Mirror: No returns automatically after the shoot, is lowered only by arming again the shutter and advancing the film. It planned to get up manual mirror, using a special lever on the right side of the body, to prevent vibration introduced by his movement, function, useful for macro shooting.

Frame counter: Additive, present on the back film holder and not on the body, the number of exposures variable according to the spine used, for automatic zero at the end of the film.

Multiple exposures: no restrictions, through dell’apposita drive lever on the right side of the body.

Power supply: Machine body a silver oxide battery 6V PX28 or similar type; or an alkaline battery 6V type No. 537 or A544.

Battery Test: Listed by signaling via LED visible in the viewfinder.

Back: Interchangeable with partially exposed film; performs the function of pota film. Available in various models depending on the type of film used or of the format.

Size: Only body length: 92 mm; height 87 mm; depth of 69 mm.
Weight: 480 gr. (Body only, excluding battery and any other accessory).

PRO (yesterday and today):
Shutter central
Modularity of the system
Quality of the optics
Handling
Size altogether reduced

AGAINST (more or less):
Not all commands marked as to their function
Weight not indifferent, but it is solid and well built
Procedure not always intuitive
The absence of a built-in light meter

AVAILABILITY ‘AND PRICES:

On Ebay not very hard to find in Italy or abroad. Be careful not to buy it in pieces but as a complete kit since the purchase of the individual pieces is not appropriate.
If you go to dealers that specialize in used at flea markets and availability is not lacking, but a thorough inspection is a must, as always, and I highly recommend a small trial because the state of health depends not only from ‘ appearance.
Quotes Charity averages are ups and downs, on ebay is between € 200 and € 300 while in the flea markets you can also (rarely) get off at € 150. The above price is for a complete body back to 120, viewfinder and 75mm.

PERSONAL CONSIDERATIONS
It makes sense even today, in the digital age, to make a choice like that? I know I already asked several times and I never had any doubts: yes.
The quality of the photographs, thanks to the generously sized frame, amply repays all toil; the ETRSi is so versatile, wallet permitting, you can also attack a digital back.
Indeed, thanks to digital and the fall in the prices of machines working with the film I raised the whim to take a medium-format modular interchangeable lenses, with lots of accessories. Yet in recent months seems to witness a turnaround since the second-hand prices have started to rise again, that people will be fed up of the digital age? No, I do not think, but maybe amateurs have realized that the film and the sensor can coexist peacefully.

 

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