Nel corso della sua storia Pentax ha spesso spiazzato tutti con scelte tecniche e commerciali particolarmente innovative o addirittura controcorrente (basti pensare in ultimo alla scelta di continuare a costruire solo fotocamere reflex mentre tutti gli altri produttori le hanno ormai dismesse) ed era quasi scontato, quindi, che l’idea di progettare e produrre oggi una vera e nuova fotocamera a pellicola potesse arrivare proprio da questa storica casa, come annunciato a fine 2022 con il Pentax Film Project.
La nuova Pentax 17 è il primo frutto di questo progetto e ha visto la luce nel 2024 riscuotendo fin da subito grande successo commerciale, al punto da finire anche in qualcuna delle varie classifiche di vendita di fine anno, e non poca curiosità.

Prima di addentrarci nelle caratteristiche tecniche e nelle performance di questa macchina, è importante puntualizzare cosa la Pentax 17 rappresenta e permette di avere oggi: sono infatti passati quasi venti anni da quando era normale acquistare una normale fotocamera a pellicola (al di fuori delle Leica o di costose e sporadiche edizioni speciali di altri marchi) di uso comune, nuova e completa di garanzia della casa, in un qualunque negozio di fotografia: una specie di ritorno al passato, insomma, quanto mai gradito da molti appassionati di fotografia analogica. Una risposta concreta e credibile, finalmente, all’obsolescenza del parco macchine analogiche esistente.
Certo, questa uscita ha sollevato anche qualche malumore e perplessità dovuti alle caratteristiche stesse della fotocamera, a parere mio esagerati anche perché non bisogna dimenticare che questo è solo il primo tassello del già citato Film Project; fortunatamente, il successo commerciale fin qui riscontrato, fa ben sperare nella prosecuzione del progetto e nella presentazione di ulteriori e più avanzati prodotti.
PENTAX 17: CARATTERISTICHE E COSTRUZIONE
Ci troviamo di fronte ad una fotocamera compatta che utilizza pellicola 35mm imprimendo, però, immagini nel cosiddetto “mezzo formato” ossia di dimensioni 17×24 mm; questo formato ha avuto particolare diffusione negli anni ’60 e ’70 grazie anche a fotocamere di grande qualità come le Olympus Pen o le Canon Demi affiancate poi da una miriade di altre fotocamere semplici ed economiche.
La ragione dell’utilizzo di questo formato di immagine era principalmente di tipo economico in quanto permette di raddoppiare il numero di fotogrammi sul rullino, arrivando fino a 72 sul classico 36 pose; in epoca in cui i costi delle pellicole e dei servizi di sviluppo e stampa, un vero toccasana economico!
Oggi ci troviamo in una situazione simile, con costi delle pellicole (in particolare a colori) che hanno raggiunto prezzi spesso ingiustificati e quindi l’idea di una mezzo-formato potrebbe essere decisamente al passo con i tempi; Pentax è stata anticipata da alcuni prodotti di fascia bassa quali la Kodak Ektar H35 o la Lomography Lomourette (che altro non è che la Diana Mini con nuovo nome) ma ci presenta un prodotto completo e ben strutturato.

La Pentax 17 è una fotocamera ben costruita, con corpo compatto a ottica fissa (di nuova progettazione) costruito in parte in magnesio e in parte in plastica; l’apparenza è quella di una simil reflex d’epoca con la sua calotta argentata, un finto pentaprisma che accomoda il mirino galileiano e la classica leva di carica della pellicola; fa bella mostra di sé anche il piccolo flash integrato, a conferma della vocazione tuttofare di questa fotocamera.
I comandi sono quasi tutti distribuiti nel carter superiore della Pentax 17 dove troviamo, oltre alla leva di carica, lo switch di accensione della macchina coassiale al pulsante di scatto, la ghiera di comando delle modalità e quella di staratura dell’esposizione (un bel set di comandi per una compattina!); inoltre vi è anche la ghiera di selezione della sensibilità con il relativo pulsante di sblocco e la manovella di riavvolgimento pellicola e apertura dorso.
Questa ricchezza di comandi e controlli, però, non permette il funzionamento in manuale in quanto la Pentax 17 è una fotocamera a funzionamento programmato elettronicamente, benché la presenza del comando di staratura consenta un certo grado di azione; il comando principale è la ghiera delle modalità, che presenta sette differenti criteri suddivisi in tre gruppi (contraddistinti da tre diversi colori nelle serigrafie).

La prima modalità è la totalmente automatica (AUTO) nella quale al circuito esposimetro è demandata la totale gestione dei parametri di scatto, inclusa l’attivazione del flash; vi sono poi quattro modalità per le quali il flash non è attivo (serigrafia bianca):
- Program (P): la classica modalità standard in cui il circuito esposimetrico seleziona i parametri di velocità e diaframma ottimali
- Slow Speed (simbolo luna): modalità programmata in cui la priorità è a tempi di otturazione lunghi fino a 4 secondi
- Bokeh: modalità programmata in cui l’apertura diaframma è mantenuta al valore massimo f/3,5
- Bulb (B): la classica modalità bulb con otturatore aperto fino a che si tiene premuto il tasto di scatto
L’ultima serie di modalità (serigrafia gialla) è dedicata invece all’uso in combinazione con la sincronizzazione del flash:
- Daylight Sync (P): modalità Program ma con integrazione flash e con tempo di otturazione non inferiore a 1/30 sec
- Slow Speed Sync (simbolo luna): analoga alla Slow Speed ma in questo caso ad inizio esposizione viene attivato il flash
Il circuito esposimetrico, la cui finestra di misurazione si trova nella parte superiore della corona obiettivo, si attiva premendo a metà corsa il pulsante di scatto e avviando così la misurazione della luce; due led di colore blu e arancione posizionati sul mirino avvertono della eventuale carica del flash e del rischio tempi lunghi; per le modalità che richiedono tempi lunghi, sul dorso sotto alla leva di carica è presente la presa filettata per l’innesto di uno scatto flessibile.


Il sistema di messa a fuoco è del tipo a zona con sei diverse impostazioni selezionabili con la ghiera coassiale al corpo dell’obiettivo: sulla ghiera sono incise le serigrafie con i classici simboli rappresentativi delle distanze di fuoco impostate, mentre sul corpo è presente una corona concentrica all’obiettivo nella quale sono riportate le distanze corrispondenti a tali simboli, sia in metri che in piedi. La messa a fuoco può essere impostata da 25 cm a 3 m prima dell’ultimo step a infinito; è interessante notare come la rotazione della ghiera di fuoco non corrisponde ad un movimento meccanico di un elicoide ma si nota che l’obiettivo si sposta nella posizione definita al momento della pressione a metà del pulsante di scatto: questo fa ben sperare per uno sviluppo dell’autofocus nei futuri modelli del Pentax Film Project.
Per quanto riguarda il corpo della Pentax 17 non vi è molto altro da dire: sul dorso è presente la classica tasca per il promemoria pellicola, mentre sul fondello (in magnesio) troviamo il pulsante per lo sblocco del riavvolgimento rullino e la presa filettata per lo stativo; l’alimentazione è garantita da una batteria al litio tipo CR2 da 3V alloggiata sul lato sinistro (destro in fase di scatto) della fotocamera al di sotto della guancetta che funge da impugnatura con chiusura a vite. Pentax dichiara una durata della batteria pari a circa 10 rullini da 36 con utilizzo del flash al 50%.


PENTAX 17: COME FUNZIONA
Nell’ utilizzo si apprezza subito la compattezza e leggerezza della Pentax 17 unite alla sua reattività che ne fanno una macchina votata anche alla fotografia di strada grazie anche alla focale dell’obiettivo 25 mm (equivalente a circa 36 mm in formato 24×36); ci si deve abituare al mirino in verticale in formato quasi 3:2, ma una volta entrati in sintonia anche lo scatto con questo formato e orientamento risulterà facile e piacevole, suggerendo anche inquadrature e scatti inusuali. La leva di avanzamento ha una corsa molto rapida e la fotocamera può essere interamente gestita con una sola mano, salvo la messa a fuoco, a vantaggio della rapidità; le piccole dimensioni, però, non vanno a svantaggio dell’ergonomia che è stata evidentemente ben studiata.
La messa a fuoco a zone non risulta limitante visto anche il buon range di regolazioni e la nitidezza garantita dall’obiettivo, che ha un design a 3 elementi/gruppi tanto semplice quanto efficace; la zona di fuoco selezionata è visibile attraverso il mirino, dal quale si vedono le serigrafie incise sulla ghiera di selezione. Da menzionare anche le cornici interne al mirino, molto luminose ed utili al variare della distanza, in particolare quando si selezionano valori inferiori a 1,2 metri.

Una menzione va fatta per la zona di ripresa a 0,25 metri, che permette di scattare foto di close-up e simil macro mantenendo la nitidezza che l’obiettivo garantisce ad altre distanze; a questo riguardo segnalo che il piccolo laccetto da polso fornito insieme alla Pentax 17 svolge anche la funzione di misuratore della distanza proprio per l’impostazione più ravvicinata, come menzionato anche nella documentazione: lasciandolo esteso perpendicolare all’obiettivo, si avrà la giusta distanza dal soggetto per garantire la ripresa più precisa possibile. Non è una “funzione” mai vista ma qualcosa di già utilizzato in passato per esempio su alcune Minox e sulla Olympus XA.
Anche con il colore l’obiettivo si comporta in maniera più che soddisfacente non introducendo particolari aberrazioni e regalando colori pieni e godibili.


Ma una delle features più interessanti della Pentax 17 e, per esteso del formato half-frame, è quella di stimolare la produzione di fotografie in dittico, elemento che è stato un vero e proprio filone artistico che ha caratterizzato l’utenza di “mezzoformatisti” in passato.



E’ ovviamente vero che questa operazione si può fare con qualunque fotocamera e non è assolutamente legata al mezzo ma la Pentax 17 invoglia per sua natura a questo genere di ripresa e rende rapida la creazione di composizioni spontanee che, in altri casi, potrebbe non essere semplice cogliere nell’immediato.
Un’altra nota di merito è sicuramente per il sistema esposimetrico che, seppur limitato nel suo range di sensibilità (1,5-16,5 EV a 100 ISO) è risultato sempre preciso: tutti i negativi prodotti non hanno mostrato errori di esposizione nemmeno in condizioni critiche e la possibilità di agire sulla staratura dell’esposizione (e anche sulla sensibilità ISO) permettono poi a conti fatti di disporre di una discreta, anche se non comoda e immediata, possibilità di gestione manuale dello scatto; solo in un caso di presenza di sole forte (seppur parziale) all’interno dell’inquadratura si è verificata un’inevitabile bruciatura delle luci (vedi le immagini 2 e 3 della galleria finale).

Infine, vorrei confutare un’obiezione che ho letto spesso nei mesi passati, ossia quella che non è possibile stampare i negativi mezzo formato se non con attrezzature dedicate; è facile e piacevole con un qualunque ingranditore allestito per il 35mm e con i giusti accorgimenti gli ingrandimenti ottenibili sono equivalenti a quelli del formato classico.
Qui di seguito una galleria con alcune immagini riprese con la Pentax 17:









Tutti gli esempi presenti in questo articolo sono stati scattati su pellicola Kentmere Pan 100 sviluppata in Kodak X-tol per il bianconero e Fujicolor 200 sviluppato in Bellini C41 per il colore.
In conclusione la Pentax 17 è una fotocamera sicuramente riuscita con alcune limitazioni intrinseche a cui però ognuno darà una rilevanza soggettiva (ad esempio la messa a fuoco a zone che può essere limitante per alcuni e molto pratica per altri) e con un prezzo che sicuramente si posiziona in una fascia molto alta per un prodotto di questo tipo; è vero però che dal successo di questa Pentax 17 dipendono ulteriori e più avanzati sviluppi da parte di Pentax.
CARATTERISTICHE TECNICHE
- Modello: Compatta ad ottica fissa
- Formato: 17×24 mm su pellicola 135
- Ottica: Pentax HD 25mm f/3,5 con 3 elementi in 3 gruppi
- Otturatore: Elettronico programmato, centrale, tempi da 4 sec a 1/350 sec, posa B
- Modi di esposizione: Automatico programmato, sette modalità differenti
- Sensibilità esposizione: 1,5-16,5 EV
- Messa a fuoco: manuale zone focus da 0,25 m a infinito
- Mirino: galileiano con cornice di correzione della parallasse
- Autoscatto: no
- Flash: incorporato, NG 6 a 100 ISO
- Sensibilità: da 50 a 3200 ISO
- Compensazione esposizione: da -2EV a +2EV, passi di 1/3 EV
- Alimentazione: n.1 pila tipo CR2 3V
- Dimensioni: 127 x 78 x 52 mm
- Peso: 290 gr senza batteria
PRO
-Compattezza e leggerezza
-Rapidità operativa
-Flash integrato
-Possibilità di compensazione dell’esposizione
-Buona incisività dell’obiettivo
-Silenziosità operativa
-Durata batteria
CONTRO
-Lenta ricarica del flash (circa 7 secondi)
-Nessuna modalità manuale
-Mancanza autoscatto
-Range esposizione limitato
DISPONIBILITA’ PREZZI
La Pentax 17 è ad oggi ampiamente disponibile (salvo periodi di sold-out, già capitati nel 2024) sia presso il produttore che presso il distributore italiano (in questo caso, con garanzia estesa di 4 anni), ad un prezzo attorno ai 500-550 EUR; Pentax ha una pagina dedicata alla fotocamera, mentre il manuale si può scaricare dal sito Ricoh.