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Lomography Instant Wide

Non è un segreto che una delle principali pecche del sistema Instax di Fujifilm sia la scarsa versatilità delle fotocamere, che non permettono alcuna regolazione, eccezione fatta per la staratura dell’esposizione, e di fatto limitano le possibilità della pellicola Wide, di contro ben riuscita e molto valida. Nulla è cambiato nemmeno con la Wide 300 e ciò rende un interessante acquisto la versione Lomography Instant Wide, presentata già nel 2015.

Pur rientrando appieno nella filosofia Lo-Fi cara al produttore austriaco, questa Lomography Instant Wide offre infatti buona parte di quelle features che Fujifilm si ostina a non fornire ai propri utenti appassionati di istantanee in formato non carta di credito (come sono invece le Instax Mini):

  • Flash escludibile
  • Pose lunghe (B)
  • Connessione per flash esterni
  • Aggiuntivi ottici
  • Esposizioni multiple

Aggiungiamo a questo elenco anche il telecomando remoto che è dotazione di serie ed ecco che abbiamo un prodotto che stuzzica l’interesse del fotografo smaliziato magari ormai orfano di Polaroid e non pronto agli alti costi di gestione che comportano le pellicole Impossible.

COME FUNZIONA

La macchina ha un aspetto squadrato e massiccio e sembra anche più grande della Fujifilm Wide 300 anche se in realtà le dimensioni sono pressapoco le stesse (anche se la presa è decisamente migliore nella Fuji); come tradizione di Lomography, vengono presentati diversi modelli che differiscono solo per la rifinitura esterna, mentre la macchina è venduta sia da dsola che in kit con gli aggiuntivi ottici. Per questa recensione, il modello utilizzato è la Lomography Instant Wide edizione Central Park in bundle con gli aggiuntivi ottici, che si presenta rifinita in similpelle marrone e comprende nella confezione l’aggiuntivo ultrawide 21mm con relativo mirino, l’aggiuntivo macro/close-up e il Lomography Splitzer (variazione di quello presentato per la Diana+), tutti avvitabili sulla filettatura dell’obiettivo principale.

Osservando la macchina, sul frontale si nota la prominente ottica in posizione centrale ed il mirino ottico, posizionato sulla destra della fotocamera (scelta che potrà essere poco pratica per chi mira con l’occhio sinistro); il pulsante di scatto, molto sensibile, è posizionato sul frontale sotto al mirino, in posizione decisamente ergonomica; a fianco del barilotto obiettivo fa bella mostra di sè lo specchio per i selfie, ormai abbastanza usuale su molte fotocamere…

Sempre nella parte frontale troviamo il flash integrato, disassato rispetto all’obiettivo, e le due celle dell’esposimetro e di rilevazione luce del flash; la parte più rica di comandi è però il dorso: dominato dallo sportello per l’alloggio della pellicola, sul quale si trovano anche la finestrella di verifica della presenza cartuccia e quella del contapose incrementale.

I comandi sul dorso

Nella parte destra, al di sotto del mirino, troviamo una serie di comandi e di indicatori, nello specifico partendo dall’alto:

  • LED multicolore di stato, che segnala l’accensione della fotocamera e l’espulsione della pellicola, nonchè la mancanza di ulteriori pose disponibili
  • LED di carica del flash
  • Pulsante di attivazione/disattivazione del flash
  • LED di notifica della funzione di esposizione multipla
  • Pulsante di attivazione delle esposizioni multiple (MX)
  • Selettore di staratura dell’esposizione (da -1 a +1 EV)
  • Selettore di accensione e selezione modalità a tre posizioni (Automatico, Bulb e 1/30 sec fisso)
  • A lato del selettore di staratura è presente anche un piccolo LED blu che segnala lo stato della batteria (fisso a batteria carica, lampeggiante quando è necessario sostituire le pile)

Già da questa carrellata si capisce come la Lomography Instant Wide prometta di dare un maggiore supporto alle ambizioni creative di chi usa le pellicole Instax, ma vediamo nel dettaglio come funziona e quali risultati permette; tralasciando le operazioni di caricamento della cartuccia Instax, decisamente banali, per utilizzare la fotocamera dobbiamo anzitutto scegliere la modalità di funzionamento tramite il selettore di accensione: la modalità più comune è la A, nella quale la Lomography Instant Wide si affida all’esposimetro interno (piuttosto preciso) e lascia all’utente l’eventuale regolazione della sovra/sottoesposizione. In modalità A il flash è attivato di default e viene caricato, ma scatta solo ove necessario: è comunque possibile disattivarlo tramite l’apposito pulsante sul dorso per evitare il ritardo nel primo scatto, che è bloccato fino alla carica completa del flash.

La seconda modalità è la posa B, che in realtà è più una posa T in quanto una volta premuto il tasto di scatto la fotocamera continua ad esporre fino a che non lo si preme di nuovo. La terza modalità imposta un tempo di sincro flash fisso di 1/30 sec ed è utile in tutte quelle occasioni in cui è importante controllare l’illuminazione.

La ghiera di messa fuoco sul barilotto

La messa a fuoco è a zone e si regola ruotando la ghiera sul barilotto dell’obiettivo in una delle tre posizioni possibili (0,6m o 1-2m o infinito) ed è precisa grazie anche alla ridotta apertura massima del diaframma; quando si lavora a distanze di messa a fuoco inferiori al metro viene utile la cornice di controllo della parallasse serigrafata all’interno del mirino.

Una volta stabilita la zona di fuoco, si compone lo scatto nel mirino ottico, che è abbastanza preciso soprattutto oltre il metro di distanza (molto più di quello di altre macchine della casa) e si procede allo scatto: il pulsante è sensibile ma con una buona corsa, ed è quindi improbabile azionarlo inavvertitamente; la fotografia, che viene espulsa dalla feritoia superiore subito dopo lo scatto, si svilupperà sotto ai vostri occhi in circa 1 minuto e mezzo mostrando i classici colori vividi della pellicola Instax. In modalità A l’esposizione risulta ben bilanciata anche se il rischio di bruciare le luci, tipico di questa pellicola, è sempre dietro l’angolo.

Esposizione in luce diurna con alte luci del cielo bruciate

Doppia esposizione. In questo caso l’esposizione è stata calcolata alla perfezione

Il tappo-telecomando

Veniamo ora, invece, alle caratteristiche che distinguono questa Lomography Instant Wide dalla concorrente Fujifilm; prima fra tutte, è da menzionare il tappo dell’obiettivo! Questo, infatti, nasconde un telecomando a infrarossi che permette di azionare la fotocamera a distanza sia come singolo scatto che con autoscatto ritardato: un ottimo modo per avere sempre con sè il telecomando! La fotocamera è doptata di due sensori IR per la ricezione del segnale, uno sul frontale ed uno sul dorso a garanzia di una completa flessibilità; lo scatto remoto può essere utilizzato in tutte modalità operative (se in modalità B bisogna premere il pulsante “Time” anzichè “Instant”) e rende, grazie anche alla presa filettata per trepiedi, la fotocamera uno strumento votato anche alla fotografia notturna con tempi lunghi, cosa non proprio usuale per le istantanee a livello consumer.

Per quanto riguarda invece le esposizioni multiple, è sufficiente attivarle premendo il pulsante dedicato MX (in qualsisasi modalità di funzionamento anche in questo caso): si illuminerà il LED arancio di segnalazione ed ogni scatto successivo verrà esposto sullo stesso foglio di pellicola; per terminare l’esposizione multipla si preme nuovamente MX, il che comporta anche l’espulsione della fotografia.

Posa lunga notturna

Altra posa B con luce molto bassa

Tutto sommato la qualità delle stampe è buona in ogni situazione e di certo non ci si può aspettare miracoli da una ottica semplice e in plastica e da una pellicola istantanea da 800 ISO: l’ottica appare un po’ più morbida di quella nella Instax Wide 300 sia come nitidezza che come resa dei colori e mostra un decadimento più accentuato ai bordi ma tutto ciò è ampiamente compensato dalle possibilità creative che consente all’utilizzatore anche e soprattutto utilizzando gli aggiuntivi ottici.

I due aggiuntivi ottici forniti in bundle

Si tratta, al momento, di un bundle che, come detto, contiene un adattatore ultrawide con relativo mirino, un secondo adattatore che porta la distanza minima di messa a fuoco a 10 cm ed uno splitzer, facili da installare grazie alla filettatura da 49mm presente sull’obiettivo. I due aggiuntivi sono dotati di tappo anteriore e posteriore e possono essere quindi trasportati in sicurezza nella borsa oppure lasciati montati sulla macchina. Manca invece una custodia od una qualche forma di protezione per il mirino ultrawide.

La sostituzione del mirino è semplicissima grazie alla fessura presente sul bordo che permette di estrarlo dall’alloggiamento nel corpo macchina e rende l’operazione praticamente immediata; l’aggiuntivo superwide trasforma l’ottica in un ultragrandangolare 21mm e, cosa decisamente interessante, non comporta alcun decadimento nella resa complessiva dell’obiettivo. Il suo utilizzo è immediato,mentre quando si utilizza l’aggiuntivo close-up bisogna prendere le misure sul reale campo inquadrato, in quanto il mirino diventa praticamente inservibile alla piccola distanza di messa a fuoco; inoltre, la messa a fuoco risulta più precisa lasciando l’obiettivo principale impostato su infinito e non sulla minima distanza di 60 cm.

Scatto notturno ultrawide

Scatto close-up a 10cm

 

Close up con distanza 0,6m

L’aggiuntivo close-up sembra accentuare il decadimento ai bordi della resa, come si può vedere dalle immagini sopra senza, tuttaia, rendere gli scatti inservibili (ricordiamoci sempre del target e del posizionamento della fotocamera in questione).

In definitiva, la Lomography Instant Wide è un apparecchio pienamente godibile ed in grado di regalare all’utente una gran quantità di possibilità e spunti creativi e non è difficile affermare cche siamo di fronte al miglior prodotto per pellicole Instax Wide, per lo meno quello che le sa sfruttare al meglio. Una nota negativa da menzionare è relativa alla costruzione: benchè la macchina sia molto curata esteticamente con la similpelle e l’effetto cromatura del forntale, si riscontra una certa fragilità ed approssimazione nella chiusura dello sportello posteriore che, per fortuna, non comporta l’insorgere di fastidiosi light leaks (che altrimenti sarebbero stati citati nelle features!). Dispiace, inoltre, l’assenza di una tracolla che renderebbe più pratico il trasporto della fotocamera.

Altro close-up

 

Ulteriori informazioni sulla Lomography Instant Wide sono reperibili nel microsite ad essa dedicato.

PRO

Design e materiali

Funzionalità e strumenti aggiuntivi

Precisione dell’esposimetro

Posa T

Telecomando infrarossi

Presa PC Sync

Ergonomia generale

CONTRO

Mancanza tracolla

Prezzo

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

Modello: Compatta istantanea

Formato: 62x99mm su pellicola Fujifilm Instax Wide.

Ottica: Lomography 90 mm f/8

Otturatore: elettronico programmato, tempi da 8 sec a 1/250 sec, posa B (T)

Modi d’esposizione: automatico programmato, fisso 1/30sec, posa B

Mirino: galileiano amovibile con indicazione della correzione parallasse.

Autoscatto: sì, ritardo 10 sec con telecomando.

Flash:  incorporato escludibile, NG 13. Presa PC Sync.

Compensazione esposizione:  -1 e +1 EV.

Esposizioni multiple:  sì.

Alimentazione: n.4 batterie stilo AA + 1 pila 2032 per telecomando

Dimensioni: Lunghezza 190 mm; altezza 146 mm; profondità 95 mm.

Peso: 726 gr senza batteria.

 

REPERIBILITA’ E PREZZI

La Lomography instant Wide è disponibile in cinque diverse versioni che differiscono per la finitura esterna: oltre alle classiche in colorazione bianca o nera abbiamo le edizioni Central Park (questa in prova), Portobello Road (coloratissima) e Victoria Peak (cromata) ed è acquistabile in diversi negozi di materiale fotografico oppure online direttamente dallo shop di Lomography.

Il prezzo della macchina varia da 190 a 210 EUR a seconda della versione, mentre per il bundle con gli aggiuntivi ottici  (consigliato) si va dai 239 ai 269 EUR.

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